
I ladri tentano un assalto
nell’abitazione dell’orafo vicentino Robertino Zancan ma le
telecamere segnalano l’intrusione e danno l’allarme e così
l’imprenditore decide di sparare con la sua pistola contro i
banditi per metterli in fuga. Zancan aveva già subito, il 3
febbraio 2015, l’assalto alla sua gioielleria a Ponte di Nanto
da una banda di rapinatori, uno dei quali, Albano Cassol, fu
ucciso da un benzinaio, Graziano Stacchi per difendersi dai
colpi di kalashnikov e per questo la sua posizione fu archiviata
dalla magistratura dall’accusa di eccesso colposo di legittima
difesa. Questa volta l’assalto a Zancan è di qualche mese fa, il
19 novembre. A raccontare quanto accaduto all’ora di cena è
stato lo stesso gioielliere. Il gruppo di banditi, stando al
racconto, è così fuggito a mani vuote. “Me li sono trovati
dentro la mia proprietà alle nove e un quarto di sera – spiega
Zancan – ho dovuto reagire perché volevano entrare. Non è vivere
così, oltre alla paura ora c’è anche la rabbia che è la cosa più
brutta che possa capitare. Sapevano che eravamo a casa. Stavano
cercando un varco, li controllavo a vista dalle telecamere
quando ho visto che hanno provato a sfondare una porta sul retro
ho reagito”. Lo scorso aprile l’imprenditore aveva subito un
tentato colpo nella sua azienda di Nanto (Vicenza). Qui una
banda specializzata era riuscita a sfondare un portone
dell’azienda con un’auto cercando poi di entrare nei laboratori
puntando alle casseforti. Un assalto sventato dall’arrivo
dell’imprenditore avvisato dal sistema di sicurezza che aveva
così sparato contro il gruppo che è scappato. Un episodio
denunciato alle forze dell’ordine che poi lo ha anche visto
denunciato per detenzione illegale d’arma.
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Fonte Ansa.it