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D’Amato (Az), dal 1 febbraio riduzione validità ricette nel Lazio, sarà un calvario

Dal primo febbraio, con la delibera
della Giunta regionale n. 1298 si riduce la validità delle
ricette per la specialistica ambulatoriale, passando da 180
giorni a scadenze più rigide per classi di priorità. A renderlo
noto è il il consigliere regionale e responsabile Welfare di
Azione, Alessio D’Amato che aggiunge: “il punto fondamentale è
cosa accade quando scade la ricetta senza avere ottenuto
l’appuntamento? Inizierà un vero e proprio calvario per i
cittadini, che avranno due possibilità: o tornare dal proprio
medico di medicina generale, con aggravio di stress e
burocrazia, per una nuova prescrizione, oppure pagare di tasca
propria”. D’Amato fornisce alcuni esempi:
per chi ha una classe di priorità B (breve), dal primo febbraio
la durata della ricetta sarà di 20 giorni, ovvero se il sistema
non è in grado di fornire una prestazione appropriata nei
termini, l’utente al 21° giorno sarà espulso dal sistema ReCUP e
dovrà rifare la prescrizione dal suo medico di medicina
generale. “Aumenta la burocrazia, aumenta il lavoro per i medici
di medicina generale e, poiché oggi nel Lazio l’88% delle
prestazioni non viene garantito nei tempi previsti dalla legge,
significa che l’unica alternativa rimarrà pagare di tasca
propria. Lo stesso possiamo dire per la priorità differita, che
prevede 40 giorni per le visite e 70 giorni per la diagnostica
per immagini (Rx, ecografie ecc.). In questo caso è abbastanza
verosimile che più della metà delle prescrizioni andranno a
scadenza di validità della ricetta senza che sia stato possibile
prenotare l’esame. Il nuovo meccanismo peggiorerà la situazione
e sarà un assurdo gioco dell’oca in cui il cittadino si troverà
a tornare alla casella iniziale, ovvero rifare la fila dal
proprio medico, ancora più arrabbiato e insoddisfatto. La nuova
delibera – conclude l’esponente di Azione – è solamente un bluff
che serve artatamente a ripulire le liste d’attesa, poiché alla
scadenza della ricetta si viene tolti dall’elenco ReCUP senza
che siano state rese le prestazioni. Anziché ridurre le liste
d’attesa si sono ridotte le validità delle ricette. Rocca dovrà
spiegare ai cittadini cosa accade nel momento in cui scade la
validità della ricetta e il sistema non è in grado di fornire la
prestazione. Non si può scaricare sui pazienti e sui medici di
medicina generale e pediatri di libera scelta questo bluff”.
   
   

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Fonte Ansa.it

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