
Non soltanto presunte
infiltrazioni mafiose nel Comune di Paternò, ma anche “l’inosservanza delle regole, anche basilari” nella gestione
dell’Ente locale come “si evince anche dall’esposizione
debitoria che alcuni amministratori comunali hanno maturato
negli anni per il mancato pagamento dei tributi locali”. E’
quanto si contesta, tra l’altro, nella relazione del ministro
dell’Interno allegata al decreto di scioglimento del Comune di
Paternò firmato dal presidente della Repubblica.
Secondo gli accertamenti della Commissione d’indagine “diversi assessori e consiglieri comunali, sia di maggioranza
che di minoranza, risultano morosi dei confronti del Comune di
Paternò pur avendo ricevuto cartelle di pagamento regolarmente
notificate a ciascuno di essi a cui però non ha fatto seguito il
versamento dell’importo dovuto, determinando una posizione di
conflitto con l’Ente locale che produce riflessi anche sullo
status di rappresentante elettivo”.
“Tali indebiti – si legge ancora nel documento – riguardano anche il primo cittadino di Paternò che ha omesso di
pagare tributi comunali (Imu e Tari) sin dal 2012-2013. Solo
dopo l’insediamento della Commissione d’accesso il citato
amministratore ha provveduto in parte a corrispondere il
dovuto”.
“La carenza a ogni livello di controlli interni e del
rispetto del principio della buona amministrazione – prosegue la
relazione – si evince anche da quanto rappresentato dalla
Comissione d’indagine circa anomalie nell’attribuzione di
rimborsi e gettoni di presenza ai consiglieri comunali. E’
emerso che, a fronte di una limitata attività dell’organo
consiliare, si è tenuto un elevato numero di sedute di
commissioni consiliari, tanto che viene segnalato un aumento dei
costi per l’Ente locale nel 2023 pari al 100% dell’anno
precedente”. “La gravità della situazione dell’Ente – si legge ancora
nella relazione – traspare anche dalle verifiche ispettive che
hanno segnalato ritardi nelle procedure di accertamento delle
entrate comunali ferme ai tributi relativi al 2019, così pure
per la formazione dei ruoli coattivi che riguardano indebiti
risalenti al 2017”.
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Fonte Ansa.it