
Riceve minacce di morte dal papà di
una delle vittime e si autodenuncia facendosi arrestare. In
carcere è finito un uomo di 30 anni accusato di avere adescato
sui social ragazzine di 12, 13 o 14 anni e di averle costrette
ad avere rapporti sessuali a pagamento. Gli abusi, spesso,
venivano filmati e usati per ricattarle e convincerle a trovare
altre giovanissime o avere altri rapporti. Il trentenne è
accusato di induzione alla prostituzione, pedopornografia,
estorsione.
L’indagine è partita gennaio, dopo la telefonata alla polizia
dello stesso uomo. E’ lui a dire che il padre di una ragazzina
di 12 anni, che lui aveva conosciuto sui social, lo aveva
minacciato. Gli agenti del commissariato di Sestri Ponente hanno
scoperto che i due si erano anche incontrati e in macchina aveva
abusato di lei. Gli investigatori hanno raccolto tutti gli
elementi e ad agosto la giudice per le indagini preliminari
Carla Pastorini ha accolto la richiesta della pm Valentina
Grosso. Il trentenne è stato arrestato e portato nel carcere
femminile di Pontedecimo, nella sezione speciale in cui si
trovani i sex offender.
Nel frattempo, gli inquirenti hanno sequestrato computer,
telefonino, memorie delle telecamere che lui aveva installato in
casa trovando decine di chat sui social, filmati hard e ricatti.
Secondo quanto emerso, le giovanissime venivano adescate su Tik
Tok. Il trentenne avrebbe adescato le vittime in contesti
familiari fragili: le ragazzine andavano poco a scuola, i
genitori non le controllavano e quindi potevano uscire anche la
sera fino a notte inoltrata.
Il modus operandi era sempre lo stesso. Prima delle semplici
chiacchierate, poi le proposte di incontro, infine i rapporti
sessuali a pagamento: con una di loro sarebbe andata avanti per
un anno dandole in totale mille euro. Avrebbe anche ricattato
una delle vittime perché convincesse altre due minorenni a fare
la stessa cosa altrimenti avrebbe diffuso il video: per questo
episodio è accusato di estorsione. Con questi nuovi elementi la
pm Grosso ha chiesto una seconda misura cautelare concessa di
nuovo dalla giudice.
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Fonte Ansa.it