
E’ stato arrestato in Toscana in un
centro di accoglienza per migranti sul Monte Amiata un pakistano
di 26 anni ricercato con mandato di arresto europeo per omicidio
volontario emanato dalle autorità della Grecia.
Sotto falso nome, aveva chiesto asilo all’Italia ottenendo
ospitalità in un Cas, un centro di accoglienza. La magistratura
ellenica lo accusa dell’omicidio e anche di favoreggiamento
dell’immigrazione clandestina. Lo ha condannato all’ergastolo, e poi a 20 anni.
E’ nel contesto delle tratte clandestine verso l’Europa,
sulle rotte terrestri fra Grecia e Macedonia del Nord, che si è
consumata la sua vicenda. Nell’omicidio, insieme ad altri,
uccise un migrante per una lite sul pagamento di una sorta di
riscatto. La vittima reclamava indietro i soldi dati a causa di
ritardi nel proseguimento del viaggio.
La squadra mobile di Siena ha trovato il 26enne del
Pakistan con una complessa e strutturata attività di indagine
che ha permesso di ricostruire i suoi movimenti in Italia. Aveva
pure presentato domanda di protezione internazionale. Invece, la
segnalazione urgente della magistratura greca è stata veicolata
dalla procura generale presso la corte di appello di Firenze su
indicazione dell’ufficio italiano di Eurojust. Le verifiche
iniziali, partite da un quadro frammentario di informazioni a
carico del ricercato, si sono però articolate nell’indagine
della squadra mobile senese, che ha fatto leva sui canali di
cooperazione internazionale con le autorità elleniche e
sull’impiego delle più avanzate tecnologie per le rilevazioni
biometriche.
Gli elementi hanno fatto emergere una corrispondenza con
uno straniero fotosegnalato dalla polizia scientifica di Siena a
fine novembre con più generalità e che si era presentato
all’Ufficio Immigrazione della questura come richiedente
protezione internazionale, quindi era stato assegnato a una
struttura di accoglienza del territorio.
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Fonte Ansa.it