
Leal “si oppone con forza al
controverso sì della Camera sul declassamento del lupo e ha
fatto ricorso al Tribunale di Giustizia Europeo. E’ pronta a
intervenire in tutte le sedi contro il declassamento in Italia”.
LO si legge in una nota.
“Grave è infatti pregiudizio che si produrrebbe, atteso che
non ci sono basi scientifiche valide, tali da sorreggere una
decisione di tale gravità”.
“Il voto favorevole della Camera sul declassamento del lupo,
è assolutamente antiscientifico e quindi per soli interessi di
parte. – sottolinea Cristiano Fant, operatore esperto in
Etologia Relazionale, responsabile Leal fauna selvatica –
Sicuramente il ritorno del lupo in Italia, ha riportato a galla
paure ataviche. È doveroso dunque il ripristino della verità su
questi animali. Prendiamo come esempio quello che sta accadendo
a Ospitale di Cadore, paese di 260 anime, ai piedi delle
Dolomiti, in provincia di Belluno. Gli abitanti si sono definiti
assediati dai lupi; il sindaco ha aggiunto che ci sono
addirittura tre branchi in zona. Sulla base di cosa venga dato
tale giudizio, non è dato sapere visto che non sembra avere
competenze in materia. Ma quello che più conta è la percezione
che la gente ha del lupo, in una provincia che non fa
praticamente nulla per creare le basi di una corretta convivenza
tra uomini e animali”. La Legge regionale del Veneto 60/93
pretende, all’Art. 7 che le ASL e le amministrazioni comunali
realizzino annualmente eventi pubblici e nelle scuole per edurre
la popolazione sul corretto rapporto uomo-animale-ambiente ma
questo non è mai stato fatto, senza che la prefettura che ha
compiti di coordinamento e controllo e la polizia giudiziaria
abbiano mai indagato in merito. “Quando alla mente viene data la
possibilità di fantasticare, trovando terreno fertile nella
mancanza di cultura in materia, le storie si ingigantiscono ed
anche un animale per nulla pericoloso e timorato del sapiens
come il lupo, appare come un mostro. Il rischio mostruoso per
l’equilibrio del nostro ecosistema invece è proprio il
declassamento, che di fatto apre la strada alla caccia”.
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Fonte Ansa.it