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L’Aquila 2026, dal dossier il modello per le aree interne

L’Aquila città laboratorio della
ricostruzione, ma anche modello per le aree interne italiane che
cercano un futuro oltre l’emergenza. È l’immagine che emerge dal
dossier di candidatura ‘L’Aquila 2026 Capitale italiana della
Cultura’, divulgato oggi in occasione della conferenza di
presentazione del programma, in cui il capoluogo abruzzese viene
presentato come “città multiverso”, capace di tenere insieme i
56 comuni del cratere e un’area vasta dell’Appennino centrale.
    Il documento mette al centro il patrimonio di competenze
maturato dopo il sisma del 2009: dalla gestione della fase
post-catastrofe alla rigenerazione urbana, fino alle politiche
culturali come leva di ripopolamento e coesione sociale. Le
direttrici principali sono tre: rafforzare identità e
posizionamento della città, allargare il coinvolgimento delle
comunità, sostenere la riattivazione dei centri storici e dei
borghi. Quattro gli obiettivi strategici indicati: favorire il
ritorno di cittadini, studenti e lavoratori; promuovere un
modello di benessere fondato sulla cultura; fare dell’Aquila un
centro europeo di competenze sulla resilienza; costruire una
strategia replicabile per altre aree interne. La visione è
sintetizzata in cinque dimensioni – multiculturalità,
multidisciplinarietà, multitemporalità, multiriproducibilità e
multinaturalità – da cui discende un programma culturale diffuso
tra L’Aquila, Rieti e i comuni del cratere, pensato per lasciare
al territorio un’eredità stabile oltre il 2026.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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