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Accusato omicidio Perugia, ‘ho bucato qualcuno’

“Ho bucato qualcuno” sono le
parole che avrebbe detto agli amici dopo la lite in un
parcheggio di Perugia nella quale è stato ucciso Hekuran Kumani
il ventunenne incensurato arrestato per il delitto. Mostrando
anche un coltello macchiato di sangue. Particolari emersi nel
corso della conferenza stampa nella quale è stata ricostruita
l’indagine della polizia.
    I base alla ricostruzione accusatoria, l’arrestato dopo
avere raccolto un coltello lanciato a terra da un amico, con un
secondo nell’altra mano si sarebbe scagliato contro il 23enne di
Fabriano colpito con un unico fendente al torace che gli ha
provocato a gravi lesioni interne che in breve ne provocavano la
morte (l’arma usata per uccidere non è stata ancora recuperata).
    L’accusato del delitto a quel punto era fuggito insieme ad
alcuni amici.
    Il procuratore di Perugia Raffaele Cantone ha parlato di “atto estemporaneo” e “non contestato in concorso”. L’arrestato
risulta quindi l’unico indagato al quale viene contestato
l’omicidio.
    Sempre il procuratore ha parlato di “elementi granitici”
alla base dell’ordinanza di custodia.
    Cantone ha anche spiegato che dopo l’omicidio è stata
incendiata l’auto, parcheggiata davanti casa, del padre di un
amico dell’accusato di omicidio, presente alla lite ma non
partecipe del delitto. Un “fatto strano e inquietante” lo ha
definito il procuratore.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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