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Felice, ‘centri commerciali a rischio per affitti gonfiati’

I centri commerciali siciliani che
non rispetteranno i canoni di locazione indicati nel cosiddetto
studio di impatto, requisito essenziale per ottenere
l’autorizzazione ad aprire, rischieranno la revoca della
concessione stessa. Lo ha stabilito il Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana su un’autorizzazione
commerciale concessa dal Comune di Palermo “Una sentenza storica – ha spiegato Giovanni Felice,
presidente di Confimprese Palermo – che blocca le lobby delle
speculazioni edilizie, perché tutti i centri commerciali
siciliani che hanno gonfiato, anche del triplo, gli affitti ai
singoli esercizi commerciali, non rispettando i canoni di
locazione indicati nel cosiddetto studio di impatto, sono a
rischio di revoca dell’autorizzazione”.
    “La sentenza – ha aggiunto Felice – stabilisce l’obbligo
per il Comune di Palermo di procedere alla verifica della
congruità del canone di affitto preteso dal gestore del centro
commerciale in questione. Forti dalla loro posizione preminente
questi imprenditori hanno applicato affitti che vanno dal doppio
a 4 volte in più di quello che si erano impegnati a fare pagare.
    Questo ha portato alla chiusura ed al fallimento di decine di
aziende e di piccole imprese”.
    “La sentenza afferma in modo inequivocabile che lo studio di
impatto non è un documento formale, ma un atto sostanziale di
garanzia dell’interesse pubblico — hanno spiegato gli avvocati
Giovanni Puntarello e Luciana Maria Russo di Legalit – con la
conseguenza che tutti i centri commerciali siciliani dovranno
dimostrare di avere rispettato i parametri economici dichiarati,
pena la decadenza della loro autorizzazione. Il principio
sancito dal Cga travolge l’intero sistema delle grandi strutture
di vendita realizzate in Sicilia negli ultimi vent’anni, poiché
nessuno dei centri commerciali oggi operanti avrebbe rispettato
integralmente gli impegni economici assunti in sede di rilascio
dell’autorizzazione, in particolare per quanto riguarda i costi
di affitto dichiarati nello Studio di impatto”.
    Secondo Confimprese, “la conseguenza di questa sentenza è
che i commercianti potranno chiedere la rideterminazione dei
canoni di locazione, affinché il prezzo non superi quello
previsto negli studi di impatto originari, incrementato dalle
sole rivalutazioni Istat; potranno, anche chiedere la
restituzione delle somme pagate in eccedenza negli ultimi dieci
anni”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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