
A poco più di 600 anni dalla nascita
di Lorenzo di Pietro detto il Vecchietta (Siena, 1410 – 1480),
il Complesso museale del Santa Maria della Scala di Siena decide
di riordinare le proprie sale a partire dalla figura
dell’artista che più profondamente vi ha operato. Il nuovo
allestimento sarà visitabile per il pubblico dal 25 ottobre e
fino al 29 marzo 2026.
Oggetto dell’intervento permanente all’interno dell’antico
spedale ci sono: il Pellegrinaio che torna al centro della
visita del museo, sgombrato da allestimenti invadenti, con il
suo monumentale ciclo di affreschi che narrano la storia
dell’ente, dove, sulla parete di sinistra, la ‘Visione del beato
Sorore’ (1441) del Vecchietta, sua prima opera firmata, racconta
la fondazione dell’antico ospedale; la Sagrestia Vecchia che
ritrova la sua funzione di reliquiario architettonico proprio
come l’artista l’aveva pensata tra il 1445 e il 1449, affrescata
come una camera-codex con il Credo apostolico lungo le lunette
della sala, di nuovo leggibili senza ostacoli visivi. E ancora,
l’Arliquiera, l’armadio ligneo dipinto dal Vecchietta nel 1445
per custodire le reliquie, che ritrova la sua collocazione
all’interno della Sagrestia Vecchia, in prossimità dell’area
dove era originariamente; e infine il Cristo bronzeo (1476)
realizzato dall’artista per la propria cappella funebre, oggi
posto sull’altare maggiore della Santissima Annunziata, che
grazie a una nuova struttura architettonica sarà per la prima
volta osservabile da vicino.
Promosso dal Comune di Siena, il progetto nasce da un’idea di
Cristiano Leone presidente della Fondazione Santa Maria della
Scala con la curatela di Giulio Dalvit, Associate Curator alla
Frick Collection di New York, e comprende anche la pubblicazione
della prima monografia critica dedicata all’artista dal 1937,
dal titolo ‘Vecchietta’, sempre a cura di Giulio Dalvit,
disponibile sia in inglese che in italiano, che ripercorre
l’intera sua opera, restituendone il profilo in una prospettiva
storiografica aggiornata e internazionale.
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