
È arrivato in edicola, in libreria
e in rete il Barbanera 2026. Quest’anno, a sorpresa, il filo
conduttore – annunciano gli editori – sono gli animali selvatici
che abitano le città.
Il Barbanera è stato dichiarato dall’Unesco patrimonio
documentario dell’umanità, ma prima ancora consacrato dagli
italiani. Propone le previsioni meteo, l’oroscopo e gli
appuntamenti astrali, il calendario dei lavori di casa e del
giardino, scanditi dalle fasi lunari. E ancora, il lunario
biodinamico, la spesa di stagione e le ricette vegetariane della
tradizione.
Lo introduce il primo dialogo tra Barbanera e l’amico
Silvano, che come sempre apre l’Almanacco. “Spesso – dicono –
pensiamo che lo spazio urbano appartenga solo agli umani.
Eppure, tra strade, piazze e parchi, si muove una fauna
selvatica e sorprendente che desta meraviglia. Una città
parallela, a volte invisibile agli occhi distratti. Una vera
animalopoli che merita di essere notata, approfondita e
custodita. Barbanera ci invita a conoscere i nostri coinquilini
selvatici, per favorire una felice convivenza, e mese per mese
svela caratteristiche e comportamenti di dodici abitanti
inattesi, attraverso storie, curiosità e consigli pratici: come
riconoscere il passaggio di una volpe, aiutare gli uccelli
migratori ed evitare di svegliare un riccio che dorme”.
Accanto a questa novità restano le rubriche, il calendario
lunare con consigli quotidiani per la casa, per il benessere e
per il verde in orto, giardino e balcone. Il lunario biodinamico
propone un approccio olistico alle coltivazioni. Ci sono le
previsioni del tempo, le ricette vegetariane di stagione, le
idee per il fai da te, l’oroscopo e l’interpretazione dei sogni.
Ogni mese ha i suoi protagonisti: ortaggi, frutta, erbe
spontanee, fiori e funghi.
Il tutto è incorniciato dai dialoghi mensili tra il saggio
Barbanera e il suo amico Silvano.
Ogni anno le immagini dell’almanacco nascono dalla mano di un
giovane illustratore italiano. Per il 2026 tocca a Valeria
Biasin, artista veneta che ha saputo reinterpretare le
xilografie popolari che animavano gli antichi lunari, dando loro
una veste “coloratissima e luminosa”.
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Fonte Ansa.it