
Duecento persone in fila ordinatamente hanno atteso per un’ora in silenzio, prima all’esterno della caserma del Comando provinciale dei carabinieri di Padova e poi sotto il portico nord della piazza d’armi, dove al tramonto si è aperta la camera ardente per i tre carabinieri morti nell’esplosione del casolare di Castel D’Azzano (Verona).
Il più giovane, Denis, 9 anni aveva in mano una bandierina con scritto “W i carabinieri” e un disegno. “Forse farò anch’io il carabiniere” spiegava ai vicini di fila.
Prima dell’apertura della camera ardente, all’arrivo dei carri funebri i militari del picchetto d’onore hanno salutato sull’attenti le tre bare fasciate dal tricolore.
Presenti i massimi vertici regionali ed interregionali dell’Arma. Con la fascia tricolore i sindaci di Padova Sergio Giordani e di Venezia Luigi Brugnaro assieme al vice presidente del Consiglio Regionale Enoch Soranzo.
“Una tragedia immensa” è riuscito a dire visibilmente commosso Sergio Giordani. In lacrime il sindaco Brugnaro ha aggiunto: “Una tragedia, non ci sono parole. La nostra solidarietà alle famiglie di questi ragazzi, alle loro compagne, alle loro famiglie – ha detto Brugnaro con la voce rotta dal pianto – è davvero straziante. Dovremo trovare la maniera di ricordare queste persone, che hanno fatto il loro dovere. Quando succedono queste cose non ci sono analisi o cose da dire, bisogna solo pregare e ringraziare per quello che fanno tutti i giorni, ricordiamocelo quando magari ci fermano per fare un controllo o chiedere un documento. Sono un bersaglio e lavorano per noi”.
“E’ una giornata difficile oggi e ancor più lo sarà domani, essere qui per ringraziare questi uomini è doveroso – ha detto il vice presidente del Consiglio regionale Enoch Soranzo – queste persone ogni giorno rischiano la vita per noi, gestiscono la nostra sicurezza, sono sulla strada, tra di noi, a garantire l’equilibrio fondamentale della nostra comunità. Quello che volevo portare ai carabinieri di Padova e del Veneto che sono qui fisicamente e idealmente è un segnale di vicinanza da parte di tutti i veneti che mi hanno contattato. La Regione ci sarà oggi e ci sarà domani per queste famiglie, e ringrazia gli uomini e le donne in divisa che meritano tutti il nostro grazie e spero che questo sia anche un momento di riflessione sull’importanza del servizio che l’Arma dà all’Italia”.
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Fonte Ansa.it