
Cala il numero delle imprese
sarde, attualmente 14mila, che si sono impegnate nella
transizione green. Quelle che nell’Isola hanno investito in
prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico o a minor
impatto ambientale sono scese dell’4,1% passando dal 25,5% del
2023 al 21,4% del 2024. La netta frenata pone la regione al
penultimo posto nella classifica nazionale, aperta dall’Emilia
Romagna (+1,6%) e chiusa dalla Basilicata (-8,6%) contro una
media nazionale in calo dello 0,5%.
Parallelamente è sempre elevata la richiesta di dipendenti
sardi con competenze specifiche quali attitudine a risparmio
energetico e sostenibilità ambientale; infatti, su 130mila
entrate previste, ben 61.440, il 47,1% non si trovano sul
mercato. Di queste 8.420 sono richieste dalle imprese artigiane
ma il 57%, equivalenti a 4.800 addetti, rimangono vacanti per
molti mesi. I dati emergono dall’analisi effettuata dall’Ufficio
Studi di Confartigianato Imprese Sardegna sull’impatto della
transizione green nell’Isola, su fonte UnionCamere e Sistema
Excelsior.
A livello territoriale, le richieste di profili professionali
green risultano essere 55mila su Cagliari di cui 27mila
introvabili (48,9%), altre 55mila su Sassari-Gallura con 25mila
introvabili (45,6), 12mila su Nuoro con 5mila introvabili
(43,7%) e 7.800 a Oristano con 3.800 introvabili (49.6%).
A livello provinciale è Cagliari la provincia più virtuosa
della Sardegna con le sue 5.987 imprese, seconda Sassari con
4.879 imprese, terza Nuoro con 1.770 realtà e Oristano con 1.219
aziende. Importante anche il numero delle imprese che è attiva
nel settore delle energie da fonti rinnovabili; nell’Isola sono
2.502 e danno lavoro a 7.993 addetti. A Cagliari operano 1.104
attività con 4.113 addetti, a Sassari-Gallura 844 con 2.457
addetti, a Nuoro 356 realtà con 867 lavoratori e a Oristano 198
con 556 addetti.
“La sostenibilità non è più una parola astratta – commenta
Giacomo Meloni, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna –
è una necessità che impone una responsabilità condivisa da parte
di tutti, in primis gli artigiani e le piccole imprese, per
preservare il valore delle cose. Noi siamo, quindi, per una
sostenibilità che non esclude, ma coinvolge”.
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Fonte Ansa.it