
“Le parole della ministra Roccella
su Auschwitz sono indegne e offensive. Si dimetta per manifesta
inadeguatezza”: lo dice Angelo Chiorazzo (Basilicata Casa
Comune), vicepresidente del Consiglio regionale lucano. “Provo –
sottolinea in una nota – sdegno e vergogna per le parole che ha
pronunciato a proposito dei viaggi d’istruzione al campo di
sterminio di Auschwitz, un luogo patrimonio dell’umanità, che fa
crescere chi lo visita perché è lì che la memoria della Shoah
diventa di una sconvolgente concretezza”.
Sono “parole inaccettabili e di una bassezza mai raggiunta
prima soprattutto perché – continua – pronunciate da un ministro
della Repubblica. Si prova disagio, come cittadini e come
cattolici, solo a dover ricordare il senso di simili concetti,
che offendono la memoria, la dignità delle vittime e il lavoro
di tanti docenti e dirigenti scolastici che, con impegno e
sensibilità, hanno accompagnato generazioni di studenti nei
luoghi dell’Olocausto”.
Per Chiorazzo, “la senatrice Liliana Segre ha dato voce al
sentimento di disgusto e di condanna di milioni di persone, che
come me hanno attraversato in silenzio il campo di Auschwitz
comprendendo, nel dolore e nell’angoscia, che cos’è il male
assoluto. Visitare quei luoghi significa confrontarsi con
l’abisso dell’umanità, scavato dall’ideologia suprematista del
nazismo e del fascismo che trasformarono il razzismo antisemita
in una spietata industria di persecuzione e di morte. Ricordo
ancora le emozioni forti e dure vissute ad Auschwitz e Birkenau
– prosegue il leader di Basilicata Casa Comune – luoghi che
uniscono le persone nel silenzio, nella vergogna e nella
consapevolezza. Per questo le parole della ministra offendono
non solo la memoria delle vittime, ma anche gli insegnanti e gli
studenti che, attraverso quei viaggi, cercano di capire come sia
stato possibile quell’orrore e come evitarne il ritorno. I
giovani non si interrogano sulle nostalgie del ventennio che
serpeggiano nella destra di governo, si chiedono invece come
costruire un mondo più giusto e più umano”.
“Una ministra che si occupa di famiglia e pari opportunità –
conclude Chiorazzo – dovrebbe favorire percorsi di
consapevolezza e memoria, non svilirli. Le sue parole feriscono
la tradizione cattolica alla quale dice di richiamarsi e
dimostrano una manifesta inadeguatezza al ruolo istituzionale
che ricopre. Per questo, la ,inistra Roccella dovrebbe avere
l’accortezza di dimettersi per rispetto della dignità delle
istituzioni”.
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Fonte Ansa.it