
Nonostante i dati allarmanti
provenienti da studi epidemiologici, da monitoraggi sulla
qualità dell’aria e sulla salute, l’emergenza ambientale che da
anni affligge la Piana di Venafro resta irrisolta poiché nessuna
misura concreta è stata messa in atto. La denuncia arriva
dall’associazione ‘Mamme per la salute e l’ambiente onlus’ di
Venafro che diffida, con una lettera ufficiale, il sindaco della
città, il prefetto di Isernia, il presidente della Regione
Molise, il procuratore della Repubblica, il presidente della
Provincia di Isernia, l’Arpa Molise, l’Asrem e il ministro della
Salute “ad adottare, senza ulteriore indugio, tutti i
provvedimenti necessari e urgenti a tutela della salute
pubblica”.
L’associazione da anni si occupa dell’inquinamento della
Piana, dove insistono molte attività industriali, e ha
finanziato indagini specifiche come quella del 2013 che rivelò
la presenza di diossina nel latte materno. Da allora molti altri
studi, e rilevamenti attraverso apposite centraline dell’Arpa
Molise, sono stati condotti e la onlus ‘Mamme per la salute e
l’ambiente’, nella diffida, ricorda i più recenti: “Nel 2023 e
2024 la centralina Venafro2 ha registrato oltre 50 superamenti
dei limiti di legge del PM10 (contro i 35 consentiti). Il
Benzo[a]pirene, sostanza tossica riconosciuta a livello
internazionale come altamente pericolosa per l’uomo, ha
oltrepassato la soglia di sicurezza prevista dalla normativa. Lo
studio epidemiologico EpiVenafro+7 (CNR Pisa, 2022) evidenzia un
aumento significativo di problemi sanitari e ricoveri”.
“Questa – conclude l’associazione – non è più una questione
rinviabile: è una violazione del diritto costituzionale alla
salute (art. 32 Costituzione) e del principio di precauzione”.
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Fonte Ansa.it