
Si è ripetuto il “miracolo della
città che si fa libro”. È la definizione che il presidente di
Fondazione Pordenonelegge, Michelangelo Agrusti, ha dato del
26/o Pordenonelegge, una ennesima edizione di successo, con 400
appuntamenti, 667 autrici e autori italiani e internazionali e
57 anteprime editoriali; centinaia di volontari e un grande
afflusso di pubblico. Edizione che si concluderà questa sera ma
sulla quale intanto è stato tracciato un primo bilancio.
Tantissime le persone “di mentalità e opinioni diverse”, giunte anche da altre regioni per, ha sottolineato il direttore
editoriale, Gian Mario Villalta, “incontrarsi con la civiltà di
ascoltare, con l’apertura di sentire cosa succede, e magari
parlarne fuori, dopo l’evento”. In controtendenza “all’accanimento divisivo che vediamo sempre più crescere e non
si sa perché”. Se ci fosse più “disponibilità ad ascoltare
scopriremmo che non siamo così diversi noi esseri umani”, ha
aggiunto.
Questa edizione si concluderà questa sera con un appuntamento
particolare: il concerto della Nona di Beethoven che sarà
eseguita da due orchestre, di Trieste e slovena, di Maribor, per
circa 300 elementi, al Teatro Verdi. All’esterno sono state
sistemate sedie ed è stato allestito un impianto sonoro e video
con proiezione del concerto sulla facciata del teatro stesso.
Agrusti ha sottolineato l’importanza dell’ Inno alla gioia,
perché “parta dal basso un nuovo sogno, una nuova impresa
europea”.
In questo senso, la terza settimana di ottobre una
delegazione di Pordenonelegge e di ragazzi partirà per Praga
dove già da qualche anno sono stati stretti legami culturali,
nell’ambito di uno scambio di visite e di pubblicazioni.
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Fonte Ansa.it