
Espone per la prima volta a Torino
l’artista Roberto Ghezzi, con la mostra personale “Quattrocentottanta ore di luce” presso la galleria Moitre.
L’esposizione, a cura di Elena Radovix, sarà visitabile fino al
18 ottobre e presenta una selezione di circa trenta opere che
esplorano il legame profondo tra arte, scienza ed ecologia.
La mostra, che si avvale del patrocinio della Regione
Piemonte, della Città metropolitana e della Città di Torino,
propone un percorso visivo che include le celebri Naturografie,
monotipie, pitture a olio, disegni, fotografie stenopeiche,
video e taccuini di viaggio. Al centro del lavoro di Ghezzi c’è
un processo artistico che unisce sensibilità poetica e rigore
scientifico. Le sue opere sono il risultato di lunghe residenze
in luoghi remoti e selvaggi come Islanda, Alaska, Isole
Svalbard, Patagonia e Groenlandia, dove l’artista si fa “medium”
della natura, utilizzando supporti come tele e rudimentali
fotocamere per catturare la dimensione temporale e la potenza
del paesaggio.
Tra le opere esposte, spicca per la sua intensità una
fotografia stenopeica realizzata con una lattina di birra
recuperata sull’Annapurna. L’artista ha utilizzato questo scarto
trasformato in camera oscura per registrare il movimento del
sole in sette giorni di esposizione. Il risultato è un’immagine
che, pur essendo un documento fotografico, si trasforma in una
composizione astratta, dove il paesaggio sembra “scrivere se
stesso” attraverso scie luminose che mutano colore dal blu
cobalto al blu notte.
A completare l’esposizione, sono previsti due talk, uno
presso l’orto Botanico di Torino, l’altro nella sede del Centro
Studi Sereno Regis, insieme all’artista autorevoli relatori per
approfondire la connessione tra arte, scienza ed ecologia, temi
centrali nel dibattito contemporaneo. La galleria Moitre,
situata in Via Santa Giulia 37/a a Torino, è aperta al pubblico
dal mercoledì al venerdì dalle 15 alle 19 o su appuntamento.
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Fonte Ansa.it