
Un festival alla ricerca di nuove
espressioni musicali, ma anche della valorizzazione del
territorio e della scoperta dei luoghi più suggestivi di Matera
e della Basilicata. Da settembre a dicembre sono in programma
nove concerti per la seconda fase del Gezziamoci 2025, il jazz
festival lucano giunto alla trentottesima edizione.
Questa mattina, nella “sala Mandela” del Comune di Matera,
si è tenuta la conferenza di presentazione della fase autunnale
del festival che si aprirà con l’anteprima, in programma
domenica 21 settembre, alle 11.30. L’evento, intitolato “Racconti per una grande quercia”, vedrà il Mike Rubini Wind
Ensemble proporre un racconto che concilia musica e natura sotto
la grande chioma di un albero monumentale, raggiungibile dalla
strada provinciale Timmari-Santa Chiara-Matera.
Si prosegue sabato 11 ottobre all’Auditorium Gervasio con
il debutto della produzione originale “Di cosa vive l’uomo? Le
canzoni di Kurt Weill e Bertolt Brecht”: in scena Peppe Servillo
e Costanza Alegiani, la Giovane Orchestra Lucana diretta da
Ettore Fioravanti e gli arrangiamenti di Gianluigi Giannatempo.
Nel cartellone sono previsti anche il trio del contrabbassista
Marco Bardoscia con “The Future Is a Tree” (venerdì 17 ottobre,
Casa Cava), il progetto “Carosello in Jazz” del Pasquale Mega
Sestetto (31 ottobre, Cinema Il Piccolo), il groove di “Moon
Kin” di Emanuele Triglia (8 novembre, Casa Cava), il duo “A
Pino” di Rita Marcotulli e Israel Varela dedicato a Pino Daniele
(13 novembre, Casa Cava), la presentazione di “My Family Things”
dell’Andrea Andreoli Quartet (21 novembre, Casa Cava), il “Patto
Armonico” del batterista Giovanni Scasciamacchia con Dado
Moroni, Tommaso Scannapieco e Perico Sambeat (6 dicembre, Casa
Cava). La chiusura, in vece, è fissata per venerdì 19 dicembre con il Franco D’Andrea
Trio insieme a Gabriele Evangelista e Roberto Gatto.
“Con un occhio alla storia passata, perché Matera celebra
il suo anniversario della liberazione dal nazifascismo, e con
l’altro alla storia più recente, segnata dalla tragedia del
genocidio in atto a Gaza”, l’Onyx Jazz Festival contribuisce
alla diffusione di un messaggio civile che vede il mondo del
jazz italiano unire la propria voce “a chi chiede verità,
giustizia e fine immediata della violenza. Per Gaza. Per la
Pace. Per l’Umanità”.
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Fonte Ansa.it