
“L’inizio di un nuovo anno
scolastico è l’opportunità offerta a tutti voi e a tutti noi di
prendere parte al grande progetto educativo”. Lo scrive
l’arcivescovo di Potenza, monsignor Davide Carbonaro, nel
messaggio rivolto agli studenti alla vigilia dell’inizio
dell’anno scolastico.
“Si educa insieme, si cammina insieme – aggiunge – sulle vie
della sapienza umana che non è mai una ripetizione di cose, ma
un seminare futuro intelligente nei cuori. Grazie del vostro
impegno costante e carico di entusiasmo. So che sono tante le
difficoltà da affrontare e non è semplice in questo tempo così
complesso sostenere percorsi formativi coraggiosi e
lungimiranti. Ma con i vostri insegnanti, le famiglie e quanti
operano nell’ambiente scolastico, vogliamo dire che, un presente
migliore è possibile se ci rimbocchiamo tutti le maniche e ci
mettiamo a servizio gli uni degli altri, senza primati o
differenze, senza arrivismo o esclusioni”.
Secondo monsignor Carbonaro, “una scuola del merito esiste
quando gli occhi di insegnanti e di alunni vanno oltre il
programma e si incontrano nell’umano, tra quelle vie del cuore
che accompagnano gli ultimi come i primi ad essere cittadini di
pace, inclusivi e sostenitori del bene comune. La scuola forma
per essere non migliori degli altri, ma portatori del meglio di
se stessi. In questo tempo in cui l’umanità è appesa ad un filo
sottile, mentre da ogni angolo della terra si eleva il grido
della pace, soprattutto dalle giovani generazioni, la scuola
ripudia la guerra e comincia a vivere scelte di pace a partire
dai vicini di banco. Così la pace sarà generativa e produttrice
di bene per il nostro presente e il nostro futuro”.
Il monsignor chiede agli studenti “attenzione perché non
manchi la solidarietà verso i vostri coetanei che in questo
momento vivono tra le macerie di guerre assurde e non è loro
garantita l’istruzione e la convivenza sicura. Sono ragazzi e
ragazze come voi ai quali è impedito il futuro e porteranno nei
loro cuori ferite indelebili. Carissimi alunni. La scuola sia la
casa dove il creato non è solo studiato con le sue cause ed
effetti, ma amato e rispettato. Possiate vivere insieme ai
vostri insegnanti – conclude l’arcivescovo di Potenza – quelle
buone pratiche che generano in ciascuno di noi la consapevolezza
di essere coltivatori e custodi di quanto il buon Dio ci ha
regalato, e che noi dobbiamo consegnare intatto e senza ferite
alle future generazioni”.
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Fonte Ansa.it