
“Pippo Baudo
per noi è un familiare, legato alla nostra comunità, quindi il
dolore è sentito e profondo. Ieri ho incontrato Dina, la sua
assistente, e mi ha detto che Pippo ci teneva ad essere sepolto
qui: lo abbiamo accolto rispettando le indicazioni della
famiglia. Siamo qui perché Pippo ci teneva”. Lo afferma il
sindaco di Militello in val di Catania, Giovanni Burtone, mentre
assiste al flusso di persone che stanno rendendo omaggio nella
chiesa di Santa Maria della Stella al presentatore. La salma è
arrivata ieri sera da Roma accompagnata dalla figlia Tiziana,
dall’assistente Dina e dai nipoti. Baudo ha chiesto che i
funerali si svolgessero a Militello e che la sua salma sia
tumulata nella tomba di famiglia. Secondo il testamento sembra
che l’unico che possa parlare ai funerali sia proprio il
sindaco. “Pippo ci teneva che io parlassi, ero molto amico. Lui
seguiva le nostre vicende amministrative – spiega Burtone –
L’ultima volta che l’ho sentito è stato dopo il 20 aprile:
avevamo avuto il riconoscimento di borgo più bello d’Italia e in
quell’occasione era stato detto Militello il paese di Pippo
Baudo. Gli avevo raccontato che avevamo raggiunto questo grande
risultato. E lui mi ha dato un testamento: Giovanni ora le
istituzioni internazionali mancano. Continua a lavorare per la
vivibilità ma guardate ad un orizzonte più ampio. Aveva dei
valori profondi”.
“Mio cognato, Giovanni Milano, era il suo uomo di fiducia,
quindi conoscevo bene Pippo Baudo. Ricordo quando siamo andati a
Roma a trovarlo. Ci conoscevamo da tempo. Era una persona
splendida” ricorda Pippo Luisi che faceva parte del comitato per
i festeggiamenti della Madonna a Militello in val di Catania.
“Andavamo sempre da lui a chiedere consigli per i cantanti che
si dovevano esibire alla festa. Ricordo un anno in cui non
avevamo trovato nessuno e siamo andati a casa sua a chiedergli
aiuto: lui ha alzato la cornetta e ci ha messo in contatto con
Mino Reitano. Sapevamo di poter contare su di lui” aggiunge.
Luisi ha costruito la cappella della famiglia Baudo al cimitero
comunale di Militello. “Alle 22.15 del 31 ottobre del 1990 mi
citofonò – ricorda – Pippo Baudo perché dovevamo andare al
cimitero per completare la tomba. Siamo andati al cimitero,
abbiamo posizionato il Cristo in terracotta, che gli avevano
dato ad Acireale, e lui mi ha abbracciato e mi ha ringraziato
dicendo: ‘la tomba finalmente è completa. Domani possiamo
aprirla per dare onore a mio padre'”
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Fonte Ansa.it