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Dispersione scolastica in “lenta ma costante diminuzione”

In Campania il fenomeno della dispersione scolastica registra dall’anno scolastico 2021-2022 ad oggi “una lenta ma costante diminuzione”. A fotografare lo stato dell’arte è stato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Ettore Acerra, in occasione di un incontro sul tema promosso e organizzato dalla Prefettura di Napoli. Secondo i dati riferiti, la scuola primaria è frequentata dal 99 per cento dei ragazzi, l’ex scuola media da una percentuale simile, mentre nel biennio della scuola secondaria superiore la dispersione cresce, soprattutto sul territorio del Comune di Napoli e con dati che si differenziano “in maniera rilevante” nei vari territori della regione. Numeri sulla dispersione esplicita, cioè l’abbandono della scuola, che diminuiscono a fronte di un aumento delle segnalazioni di abbandono o frequenza con scarsa continuità effettuate dai dirigenti scolastici ai Comuni. “Ciò – ha spiegato Acerra – significa che la fase di prevenzione per evitare di arrivare alla denuncia funziona perché è bene sottolineare che il nostro obiettivo non è denunciare, ma agire nella fase dei flussi per poter progressivamente far diminuire le segnalazioni, gli ammonimenti e dunque anche le denunce che sono l’ultimo step e che noi vorremmo azzerare”. I numeri riferiti dicono che nell’area metropolitana da 4805 segnalazioni si arriva a 260 denunce, numeri che – ha evidenziato Acerra – “dimostrano che le varie fasi di prevenzione e di tutela hanno rilevanza”.

Prefetto Napoli, contrasto a dispersione significa più legalità 

“Contrastare la dispersione scolastica significa avere generazioni maggiormente scolarizzate, ma soprattutto avere persone che avranno un futuro nel segno della legalità perché la dispersione scolastica significa che i ragazzi sono destinati a intercettare altre strade. Sono temi trasversali, culturalmente incipienti, fortemente sentiti perché riguardano le nuove generazioni verso cui noi da sempre abbiamo un occhio di riguardo e attenzione”. Lo ha detto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, nel corso dell’incontro, organizzato in Prefettura, per la presentazione dei dati sulla dispersione scolastica nell’anno 2024-2025. “Oggi attraverso l’andamento dei dati rilevati alla dispersione scolastica – ha aggiunto – siamo in grado di attivare eventualmente ulteriori meccanismi di contenimento del fenomeno per l’anno scolastico prossimo”. Il prefetto ha sottolineato, inoltre, come “con la nuova legge c’è una triangolazione essenziale per mettere in campo un’azione di contrasto sul fenomeno perché la legge responsabilizza il dirigente scolastico che fa la comunicazione al sindaco che poi verifica se il minore è rientrato a scuola e in caso negativo c’è l’ammonimento e poi la segnalazione all’autorità giudiziaria”.

Prefetto Napoli, decreto Caivano impatto positivo su dispersione 

“Credo che il decreto Caivano abbia avuto un impatto positivo contro la dispersione scolastica, nel senso che ha individuato una procedura importante ed ha responsabilizzato un po’ tutti gli enti coinvolti a iniziare dai dirigenti scolastici”. Lo ha detto il prefetto di Napoli, Michele di Bari, a margine della presentazione, in Prefettura, dei dati sulla dispersione nell’anno scolastico 2024-2025. Un impatto positivo che secondo il prefetto “è facilmente intuibile perché i dati ci dicono che rispetto allo scorso anno abbiamo margini di miglioramento e le decine di alunni rientrati a scuola sono la riposta più efficace rispetto a una norma che, a mio avviso, sta andando nel verso giusto”.

Manfredi, abbiamo raddoppiato i posti negli asili nido 

“Abbiamo investito negli asili nido, abbiamo raddoppiato il numero di posti, riqualificato gli asili, eliminato il precariato e assunto insegnanti nelle scuole dell’infanzia. Non siamo ancora arrivati al 33 per cento che è la media chiesta dall’Europa, ma dobbiamo ricordare che partivamo dall’8 per cento: a conclusione degli investimenti del Pnrr supereremo il 20 per cento in maniera significativa”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, in occasione della presentazione dei dati sulla dispersione scolastica presentati nella sede della Prefettura di Napoli. Il primo cittadino ha ricordato le azioni di contrasto alla dispersione scolastica messe in campo dall’amministrazione, fin dal suo insediamento, a cominciare dal potenziamento della piattaforma comunale che “opera in maniera molto qualificata” che consente in tempo reale ai dirigenti scolastici di segnalare i casi di non frequenza o frequenza discontinua così da consentire un intervento precoce. “Tale strumento – ha sottolineato Manfredi – ha fatto emergere in modo chiaro il fenomeno che è molto differenziato a seconda dei quartieri e ciò richiede politiche comunali mirate, in grado di intervenire in maniera molto precisa e focalizzata sulle realtà delle diverse aree”. Un fenomeno che – ha evidenziato il sindaco – “va affrontato anche dal punto di vista sociale, con forme di accompagnamento delle fasce deboli che vivono forme di disagio abitativo, lavorativo e dunque bisogna guardare non solo al ragazzo, ma alla famiglia rimodulando politiche di welfare rafforzando, ad esempio, le educative territoriali, le attività di sport e teatro come ambiti di trasmissione di valori”.

Manfredi, contrasto a dispersione è costruzione del futuro 

 “Il contrasto alla dispersione scolastica è una delle sfide principali se non la principale che abbiamo a Napoli, nell’area metropolitana, in regione e nel Paese. E’ una sfida del quotidiano ma soprattutto è la costruzione del futuro: se vogliamo avere una realtà sociale più competitiva, equa e inclusiva non possiamo che partire dall’educazione dei più piccoli”. Così il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, in occasione della presentazione dei dati sulla dispersione scolastica illustrati nella sede della Prefettura di Napoli. “L’abbandono scolastico prefigura prospettive di vita dei ragazzi – ha sottolineato – che senza un’istruzione adeguata e scolarizzazione ingrosseranno nei casi più gravi le fila della malavita e nei casi normali la percentuale dei Neet di cui il Sud ha record europei e la Campania è tra le regioni europee con una delle maggiori percentuali”. Nel concludere Manfredi ha affermato che “affrontare questo tema a Napoli ha un valore particolare perchè i dati di divario tra Nord e Sud ci fanno capire che se vinciamo la sfida a Napoli la vinciamo nel Paese”.
   

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Fonte Ansa.it

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