
Non sono giustificate le richieste
di arresto a distanza di così tanto tempo dai fatti contestati:
è uno degli argomenti opposti dalle difese degli indagati in
merito all’iniziativa della procura di Torino che riguarda
attivisti dei comitati Pro Pal, dei centri sociali e dei
collettivi studenteschi. I pm hanno proposto al tribunale di
disporre quattro ordini di custodia cautelare in carcere e altri
tre agli arresti domiciliari, più dieci misure restrittive fra
divieti di dimora e obblighi di firma. Le difese però
contestano, oltre all’inesistenza di esigenze cautelari, anche
la ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori,
sottolineando che in diversi episodi non è possibile parlare di
scontri innescati dai manifestanti.
Gli interrogatori preventivi sono cominciati ieri e
continueranno nei prossimi giorni.
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Fonte Ansa.it