
Si è conclusa presso il Poligono
Militare di Capo Teulada, in Sardegna, l’esercitazione in cui è
stata sperimentata la “Bolla Tattica”, un’architettura di
sistemi e piattaforme tra loro complementari, interconnessi e
integrati digitalmente, che permette di espandere le capacità
terrestre in tutti i domini e le dimensioni del campo di
battaglia, sfruttando l’ambiente cibernetico, i sistemi di
comunicazione satellitare e lo spettro elettromagnetico.
La sperimentazione, condotta e coordinata dal Comando per la
Validazione e l’Innovazione dell’Esercito (Comvie), sotto la
guida del suo comandante, generale di Corpo d’armata Francesco
Olla, ha coinvolto la Brigata Alpina “Julia” – con un gruppo
tattico pluriarma su base 7° Reggimento Alpini, integrato da
unità del 2° Genio Guastatori Alpini, 3° Artiglieria da Montagna
e “Piemonte Cavalleria” (2°) – e la Brigata Paracadutisti “Folgore”, unitamente agli assetti specialistici forniti dal 9°
Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”, dal 41° Reggimento
Imint “Cordenons”, dall’11° Reggimento Trasmissioni e dal
Comfose.
Dopo una fase di formazione – comunica una nota – l’attività
ha consentito di impiegare per la prima volta, a livello
nazionale, questi sistemi all’interno di unità di fanteria
leggera, quali gli Alpini e i Paracadutisti. Nel corso delle
varie sessioni di verifica sono stati testati sistemi a
pilotaggio remoto, tra cui droni quadricotteri tipo “Parrot” e
piattaforme ad ala fissa a decollo verticale come “Radon” e “Xenon”, insieme a moderni sistemi di Comando e Controllo, tra
cui C2dnevo, Argo e Imperio. L’obiettivo principale
– prosegue la nota – è stato quello di validare l’impiego
operativo di queste tecnologie, sviluppare procedimenti
tecnico-tattici all’interno di scenari realistici, realizzati
attraverso i sistemi di simulazione presenti presso il poligono,
e aumentare la capacità di osservazione, comunicazione e
reazione sul campo.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it