
Mercoledì sera un gruppo appartenente alla rete dei Patrioti ha fatto una ronda nella zona stazione di Bologna, indossando magliette con i simboli delle Ss. Dopo la dura protesta del Comune che ha chiesto alle autorità di far rispettare la legge, la Questura di Bologna ha fatto sapere che i partecipanti sono stati intercettati, seguiti nel percorso e identificati dalla Digos e del fatto è stata informata l’autorità giudiziaria.
È successo mercoledì sera quando un gruppo di giovani appartenente alla rete dei Patrioti ha fatto una ronda anti-degrado a piedi alla stazione centrale e nelle aree limitrofe. Come si vede nelle foto che hanno pubblicato sui social, indossavano magliette nere con la scritta ‘Educazione felsinea’ accompagnata dal teschio con le tibie incrociate simbolo dalle Ss tedesche. Una passeggiata, hanno poi spiegato “in zone degradate dove spaccio, risse e aggressioni sono quotidiane. Abbiamo voluto dare un segnale di presenza – scrivono – solo riappropriandoci delle vie che ora sono in mano a pusher africani si combatte veramente il degrado e soprattutto si trasmette sicurezza ai pochi bolognesi onesti che hanno ancora il coraggio di avventurarsi di notte in queste zone. Le passeggiate della sicurezza continueranno, invitiamo chi vuole unirsi a noi a contattarci”.
L’iniziativa è stata condannata dal Pd. Ancora più duro il Comune di Bologna, con l’assessora alla sicurezza Matilde Madrid che ha chiesto il rispetto della legge. “Gente che indossa la maglia nera per fare le marce in città con i teschi delle SS addosso – ha detto – non ha cittadinanza a Bologna. Chiediamo che chi deve far rispettare la legge lo faccia, perché le ronde sono vietate dal nostro ordinamento”.
I patrioti esordirono a Bologna il 9 novembre dell’anno scorso, in piena campagna elettorale per le regionali, quando organizzarono una manifestazione nei pressi della stazione centrale. Anpi e istituzioni da una parte, collettivi studenteschi dall’altra, organizzarono due contro-manifestazioni per protestare contro il fatto che l’iniziativa dei patrioti si svolgesse a pochi passi dalla stazione di Bologna, dove il 2 agosto 1980 una strage fascista uccise 85 persone.
Ne seguirono scontri con le forze dell’ordine e polemiche che durarono giorni. “Il governo ci ha mandato 300 camicie nere”, disse il sindaco Matteo Lepore, suscitando la reazione del ministro dell’Interno (ex prefetto di Bologna) Matteo Piantedosi che definì grave il fatto di insinuare una presunta regia.
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Fonte Ansa.it