
“Intervenire immediatamente per
fronteggiare l’emergenza e bloccare la diffusione del virus
della dermatite bovina, attuare le misure di prevenzione per
mettere al sicuro gli allevamenti non colpiti, stanziare le
risorse economiche necessarie a risarcire in tempi brevissimi
gli allevatori danneggiati dal virus”. Sono le richieste che la
Cia Agricoltori Italiani Sardegna rivolge alla Regione e alle
istituzioni preposte per rispondere all’ennesima sciagura che
colpisce gli allevamenti isolani.
“Chiediamo alla Regione e a tutte le istituzioni di attuare
con la massima urgenza le misure necessarie ad affrontare la
situazione che potrebbe danneggiare un settore già duramente
colpito negli scorsi anni dalle varie epizoozie, dalle mancate
movimentazioni oltre che dai problemi legati al trasporto dei
capi oltre Sardegna.
Ci troviamo a rincorrere soluzioni per salvaguardare un comparto
che solo nell’ultimo periodo stava intravvedendo uno spiraglio
di luce. Al fine di circoscrivere la diffusione del virus si
intervenga subito con tutte le misure preventive, proteggendo i
bovini attraverso l’utilizzo dei repellenti e combattendo la
presenza di focolai di insetti. Vanno inoltre intensificati i
controlli nei porti e negli scali e si pone l’esigenza di
avviare un’azione straordinaria di disinfezione delle strutture
degli allevamenti. In queste condizioni, come da noi più volte
sollecitato, è più che mai impellente che i servizi veterinari
si riapproprino del ruolo di prevenzione e cura negli
allevamenti, ruolo ultimamente appesantito dai troppi controlli
burocratici affidato ai veterinari e demandabili ad altri
soggetti già presenti. La Regione e le istituzioni intervengano
nell’immediato supportando e sostenendo gli allevatori senza
lasciare indietro neanche un’azienda isolana”.
Intanto la Asl di Nuoro rassicura: nessun rischio di
trasmissione per l’uomo. L’Asl 3 – si legge in una nota – al
fine di scongiurare la diffusione del virus
responsabile della malattia, già in fase di sospetto del
focolaio, ha istituito una zona soggetta a restrizioni
prevedendo il divieto di movimentazione dei bovini (specie
recettiva alla malattia), degli
ovi-caprini, degli equidi e dei suidi nei 52 comuni del
territorio di competenza”.
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Fonte Ansa.it