
“Con l’apertura del fronte
iraniano”, che si affianca al conflitto russo-ucraino i cui “negoziati tra Stati Uniti e Russia non hanno prodotto esiti
concreti, perché limitati a un’unica posta in gioco” c’è “per la
prima volta una doppia leva negoziale che potrebbe condurre a
un’intesa più ampia e duratura. Siamo di fronte alla rara
occasione in cui due superpotenze possono realmente trattare:
Mosca potrebbe ottenere qualcosa sul versante ucraino – ad
esempio la neutralità geopolitica di Kiev o il riconoscimento di
alcuni territori – a fronte della rinuncia al sostegno
strategico verso Teheran, suo storico alleato”. A sostenerlo è
l’avv. Alexandro Maria Tirelli, presidente delle Camere Penali
Internazionali, in una nota.
Tirelli è convinto che “questo possibile scambio, pur
delicato, potrebbe segnare un punto di svolta nella
ridefinizione delle sfere d’influenza mondiali e aprire un nuovo
equilibrio tra le grandi potenze, basato sulla coesistenza
strategica e sulla logica del compromesso”. Dunque, le CPI “invitano tutte le diplomazie coinvolte a non lasciarsi sfuggire
questa opportunità storica”, anche perché “la pace, sebbene
imperfetta, è sempre preferibile alla perpetuazione delle
ostilità”. Le CPI si “pongono come osservatorio giuridico e
morale su questi scenari, pronti a sostenere ogni percorso
negoziale che porti alla de-escalation e alla tutela del diritto
dei popoli alla sicurezza e all’autodeterminazione”.
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Fonte Ansa.it