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Bora chiede al Pd la deroga per il terzo mandato alle Regionali

La consigliera regionale uscente
del Pd, Manuela Bora, già due mandati in Assemblea, chiede la
deroga per una candidatura alle prossime Regionali. L’istanza,
alla vigilia della riunione provinciale dem di Ancona che
sancirà l’eventuale avallo della candidatura per cui serviranno
i 2/3 di voti favorevoli, è stata formalizzata in una lettera
che fa riferimento all’art. 1, comma 8, del Regolamento
regionale. Nella missiva Bora allega una sintetica relazione
sull’attività politica svolta durante le legislature 2015-2020 e
2020-2025, in ottemperanza a quanto previsto dal Codice Etico
del Pd, con la richiesta di volerla trasmettere a tutti i
componenti dell’Assemblea Provinciale di Ancona.
    La richiesta, osserva la esponente dem, “è formulata
prescindendo da ogni valutazione tecnica e politica sulla
modalità con cui il Regolamento è stato approvato, modalità che
non condivido e che, a mio avviso, risultano profondamente
inadeguate, sia nella forma sia nel merito”. Il Regolamento,
prosegue Bora, “si configura infatti come un vero e proprio
regolamento capestro, costruito su misura per ostacolare la
ricandidatura di figure considerate sgradite a maggioranze
precostituite, più orientate all’esclusione che alla
valorizzazione del merito e della rappresentanza democratica”.
    “Indipendentemente da quanto sarà deliberato dall’Assemblea,
ritengo che il contenuto del Regolamento – attacca la
consigliera regionale del Pd – rappresenti una grave ingiustizia
e un serio ostacolo alla piena partecipazione democratica degli
iscritti e degli elettori del nostro Partito”.
    “Forti perplessità”, Bora le esprime “sulla conformità di
tale Regolamento con lo Statuto nazionale e con lo Statuto del
Pd delle Marche, i quali non prevedono alcun limite di mandato
per i consiglieri regionali. E’ legittimo, pertanto,
interrogarsi sulla validità di un vincolo così rilevante
introdotto esclusivamente in via regolamentare e, per di più, –
conclude – approvato dalla Direzione regionale anziché
dall’Assemblea regionale, come sarebbe auspicabile per un atto
di tale portata politica e statutaria”.
   

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Fonte Ansa.it

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