
“Nessun problema se la mia
candidatura non è ritenuta necessaria per sconfiggere la destra.
Lavorerò per la vittoria di Ricci e del centrosinistra,
iniziando a costruire da subito un’alternativa di governo per
Fermo in vista del 2026″. Lo afferma il consigliere regionale
del Pd Fabrizio Cesetti: “ribadisco che non ho mai chiesto la
ricandidatura e mai la chiederò e, conseguentemente, non farò
pervenire nessuna “dichiarazione di disponibilità alla
candidatura per il terzo mandato”. Le direzioni provinciali ad
Ancona e Fermo hanno demandato di fatto le decisioni su
eventuali deroghe alle Assemblee provinciali con un voto
favorevole di almeno 2/3 alle proposte di candidatura,
condizioni definite quasi ‘capestro’ e che in sostanza chiudono
al terzo mandato per consiglieri dem. Nel Pd intanto serpeggiano
malumori e preoccupazioni sulla probabile uscita di scena di
esponenti che avevano raccolto migliaia di consensi in
precedenza.
“La mia disponibilità è stata frutto esclusivo di richieste
che mi sono pervenute sia da una parte del Pd che dalla società
civile. – precisa Cesetti – Ma se il Pd non ritiene necessaria
la mia presenza nella lista per vincere la sfida cruciale contro
la destra e il malgoverno di Acquaroli che si terrà il prossimo
settembre – una sfida che si giocherà verosimilmente su una
manciata di voti – è pienamente legittimato a optare per una
scelta diversa e certamente non è un mio problema”.
“Scelta che ovviamente rispetterò (in quanto io stesso avevo
proposto e fatto approvare dalla Direzione provinciale del Pd di
Fermo il divieto alla deroga del terzo mandato), – prosegue –
impegnandomi per il successo della coalizione di centrosinistra
e del candidato presidente Matteo Ricci, che è poi l’unico
obiettivo su cui ogni militante e dirigente del Pd dovrebbe
concentrarsi da qui fino alla data delle elezioni regionali”.
“Contestualmente – continua Cesetti – già a partire da questi
mesi di campagna elettorale, inizierò a lavorare, insieme a
tutti coloro che mi avevano richiesto la disponibilità alla
candidatura regionale – se lo vorranno – per costruire da subito
un progetto politico per ridare a Fermo un governo alternativo e
progressista, con il coinvolgimento delle migliori risorse
civiche presenti in città, in vista delle elezioni comunali del
2026. E questo perché Fermo – conclude – è la città capoluogo e
al suo destino politico non può essere indifferente l’intero
territorio provinciale”.
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Fonte Ansa.it