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Bori, censura pretesto della destra per distrarre i cittadini

“Stiamo ancora discutendo su cosa
è stato detto, scritto, un continuo voler analizzare che credo
sia solo un pretesto da parte dei consiglieri di destra per
distrarre i cittadini”: lo ha detto l’assessore regionale al
Bilancio Tommaso Bori intervenendo nel dibattito dell’Assemblea
legislativa che ha respinto la mozione di censura nei suoi
confronti. “Dovremmo discutere di come migliorare la situazione
per i cittadini anziché fare processi, perché anche i cittadini
sono stanchi di sentire sempre le stesse cose” ha aggiunto.
    “Non ci faremo trascinare in questo vortice” ha affermato
Bori. “L’odio nei confronti della presidente Proietti e del
sottoscritto vi costerà” ha aggiunto. “Vorremmo lavorare insieme
– ha detto ancora Bori – per efficientare il sistema sanitario
regionale e non permettere che qualcuno rinunci a curarsi. Al di
là delle parole la realtà è una sola, quella certificata dal
Mef, al 31 dic 2024 il disavanzo di 34 milioni e fabbisogno di
39 per ricapitalizzare. 243 milioni di disavanzo complessivo e
153 di gestione sanitaria, con i tagli del Governo Meloni da
affrontare. Avete approvato il documento previsionale prima per
evitare la tagliola del governo annunciata a fine anno. Diverse
regioni hanno affrontato manovre fiscali, altre non hanno potuto
farlo, perché hanno già le aliquote al massimo, non possono
aumentarle. Dove avreste trovato i 5,5 milioni di euro da
accantonare per il 2025 e i 26 milioni del biennio successivo?
Tutte le Regioni rischiano un tracollo di fronte a questo.
    Vogliamo risolvere il problema alla radice, non raschiando il
barile ma trovando risorse per poter continuare a offrire i
servizi ai cittadini. Sui numeri abbiamo sbagliato: non mille
euro a famiglia il costo pro capite ma 245. Resta il fatto che
un paziente su dieci rinuncia a curarsi, migliaia di famiglie
sono in povertà per pagarsi terapie e esami medici. Tanti hanno
sottoscritto assicurazioni private. Mobilità passiva anche per
operazioni semplici. Il ricorso al privato è la vostra eredità.
    Durante il vostro mandato 21 direttori si sono susseguiti in una
vera e propria fuga dell’Umbria che ha reso il sistema
instabile. Avete lavorato senza un piano sanitario, solo una
bozza senza alcun accenno alla salute mentale e con la riduzione
dei distretti territoriali da 12 a 4. Abbiamo fatto una scelta
precisa per migliorare l’assistenza sanitaria pubblica, nella
consapevolezza che la situazione non si poteva tamponare o
coprire con risorse destinate ad altro. Manovra fatta entro il
15 aprile per evitare il termine oltre il quale sarebbe scattato
il pericolo commissariamento. Una scelta emergenziale e
inevitabile”.
    “Ribadisco con convinzione la mia fiducia nei confronti
dell’assessore Bori” le parole della presidente della Regione
Stefania Proietti. “Mal si comprende – ha aggiunto – questo modo
di creare un caso su questioni che sappiamo tutti benissimo
essere reali. Non si poteva colmare il disavanzo strutturale in
un altro modo. Altre regioni sono state costrette a fare una
manovra fiscale. Ora voltiamo pagina, ripartiamo. Usiamo un
linguaggio nuovo per portare la regione fuori da questa fase
critica. Per risollevare la regione serve un grande patto di
coesione, servono le riforme, che dobbiamo fare insieme, in una
leale collaborazione istituzionale”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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