
“Un rilevante numero di denunce è
costituito da atti trasmessi in adempimento di specifici
obblighi di legge e, in particolare, delibere di riconoscimento
di debiti fuori bilancio (1.999 su di un totale di segnalazioni
per tutte le fattispecie di 7.605). Le autonome denunce di danno
trasmesse dalle amministrazioni, nonostante gli obblighi più
volte richiamati da questo Ufficio, costituiscono una limitata
parte del flusso totale (1% dalla Regione, 6% dagli Enti locali
e 1% da altri enti pubblici)”. Lo ha detto il procuratore della
corte dei conti Pino Zingale nel corso dell’inaugurazione del
anno giudiziario che si è tenuto a palazzo Steri a Palermo.
“Cominciano, però, a prendere quota – ha aggiunto – le
denunce inoltrate dalle Asp e dalle altre aziende sanitarie
regionali per fattispecie di malasanità, anche per merito
dell’assessorato alla Salute della Regione, sollecitato a ciò
esplicitamente nello scorso anno dalla Procura, nonché dalla
campagna di sensibilizzazione condotta dalla Presidenza della
Regione sulla necessità che al cittadino sia garantito un
servizio di tutela della salute all’altezza degli standard
previsti. Si rileva, purtroppo, che la maggior parte delle
segnalazioni (33% del totale) perviene dall’autorità
giudiziaria. Significative per numero ed entità, le segnalazioni
relative all’equa riparazione per l’eccessiva durata dei
processi. Nel 2024 sono state complessivamente 1.805, per un
importo di 8.753.701,55 euro”.
“Cominciano a crescere le segnalazioni da parte della
giurisdizione tributaria (6%), le cui pronunce – ha continuato –
venivano sovente all’attenzione del pm contabile solo a seguito
degli ulteriori sviluppi amministrativi del relativo
contenzioso, su segnalazione dell’amministrazione finanziaria. Cominciano ad essere più che significative per numero e qualità
le segnalazioni della Procura europea (Eppo) connesse ad
illeciti relativi a finanziamenti del Pnrr. Si tratta di importi
spesso rilevanti attraverso il cui non corretto utilizzo, oltre
ad attrarre un indebito interesse della criminalità organizzata,
quella mafiosa prima di tutte, si rischia di neutralizzare
l’obiettivo ‘politico’ dell’intervento finanziario europeo”.
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Fonte Ansa.it