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Energia, “incertezza legislativa blocca l’idroelettrico”

SAINT-VINCENT, 06 LUG – “Si parla poco di
idroelettrico, ma è la fonte di energia rinnovabile più diffusa
nel paese, il primo asset. Si tratta di una filiera nazionale,
siamo i più bravi al mondo a fare le dighe. Quello
dell’idroelettrico è un settore che può determinare uno sviluppo
occupazionale e di investimenti da 12 a 15 miliardi di euro che
gli imprenditori sono pronti a spendere”. Lo ha detto Giuseppe
Argirò, amministratore delegato di CVA, durante il Forum delle
Energie Rinnovabili “Renewable Thinking”, promosso dalla
Compagnia Valdostana delle Acque, in collaborazione con The
European House – Ambrosetti. “Quest’anno, il 50% dell’energia è
stato prodotto dall’idroelettrico – ha aggiunto – ma è un
sistema vecchio, la maggior parte degli impianti ha più di 70
anni. Servono degli interventi per far sì che queste strutture
continuino a svolgere quello che stanno facendo, ma noi non
siamo in grado di intervenire a causa dell’incertezza
legislativa. Quando uno deve fare un revamping deve effettuare
una procedura come se facesse un impianto nuovo. Non è più
tollerabile”. E riprendendo il tema delle concessioni, continua.
    “Non è possibile mettere un asset strategico come questo in un
quadro competitivo globale, non solo europeo. Con le situazioni
attuali gli investimenti in Italia non partiranno prima di dieci
anni. Possiamo aspettare questo tempo? Direi di no”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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