
(di Mario Zaccaria) Il Napoli di Calzona non fa il
miracolo. Con il Barcellona finisce in pareggio (1-1) e il
responso per la qualificazione ai quarti di finale di Champions
League è rinviato alla gara di ritorno. Gli azzurri non mostrano
progressi rispetto a quanto fatto vedere in campionato con il
Genoa e c’era da aspettarselo, visto che il nuovo allenatore ha
conosciuto gran parte della squadra soltanto nella giornata di
ieri, a poche ore dalla sfida con gli spagnoli.
Gli azzurri appaiono timorosi e privi di idee e se il
Barcellona, che esercita un predominio nel gioco netto e
costante non risce a sfondare, ciò dipende più dalla scarsa vena
dei blaugrana che non dalla organizzazione tattica del Napoli.
Nei primi 20′ il Barcellona comanda il gioco a piacimento e
il pallone rimane costantmente nella metà campo del Napoli. Gli
spagnoli, però, non riescono a concretizzare la netta
superiorità esercitata in mezzo al campo e producono soltanto
due nette occasioni da gol, sventate entrambe da Meret che al
22′ devia con un piede una velenosa deviazione di Lewandowski e
un minuto dopo si lancia in tuffo per deviare una potente
conclusione dalla distanza di Gundogan.
Il Napoli appare intimorito e spaesato. Sulla partenza
dell’azione gli azzurri incontrano grandissime difficoltà
perfino a uscire dalla propria area di rigore, anche perché i
centrocampisti del Barca esercitano una feroce marcatura a uomo
sugli opposti nello schieramento del Napoli. Soltanto verso la
mezz’ora si assiste a un riequilibrio delle iniziative delle due
squadre e gli azzurri riescono a spostare più in avanti al
baricentro del gioco. Il Napoli, tuttavia, non è mai in grado di
creare pericoli alla squadra di Xavi e soffre soprattutto
l’atteggiamento deciso della difesa degli spagnoli che applicano
costantemente e con grande tempismo la tattica del fuorigioco
che confonde loro le idee e li costringe troppo spesso a
utilizzare i retro passaggi che rallentano inevitabilmente
l’azione e la rendono prevedibile.
Nella ripresa il copione dell’incontro non cambia almeno fin
quando gli spagnoli non trovano il gol del vantaggio. E’ il 15′
quando Pedri serve Lewandowski il quale si volta con calma,
evita Di Lorenzo e Juan Jesus e batte Meret con un tiro
rasoterra.
Solo a questo punto il Napoli si decide a puntare l’area di
rigore avveraria con più decisione. Al 30′ arriva la svolta
della gara. Anguissa serve Osimhen, che stava per essere
sostituito, e il nigeriano si libera di Martinez e insacca con
un rasoterra.
Gl ingressi in campo di Traorè, Lindstrom, Simeone e
Raspadori danno freschezza e vitalità alla squadra di Calzona
che tenta con insistenza di vincere la partita. Grosse occasioni
gli attaccanti del Napoli non riescono a produrre ma lo spirito
almeno sembra essere quello giusto, ben più battagliero e deciso
di quanto non si fosse visto fino a quel momento.
Finisce 1-1 e il risultato tutto sommato è giusto. A
Barcellona i tifosi sperano che con la cura Calzona arrivi un
Napoli diverso che possa giocarsi la qualificazione d armi pari
con i catalani.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA
Fonte Ansa.it