
“La partecipazione delle autorità
civili e militari a questo solenne evento ecclesiale ci onora e
ci conferma nel proposito di unire le forze per il servizio
delle comunità affidate alle nostre cure”: è uno dei passaggi
dell’omelia dell’arcivescovo di Spoleto, Renato Boccardo, in
occasione della celebrazioni, domenica 14, in onore del patrono
San Ponziano.
E l’appello di mons. Boccardo è stato quello di ripartire da
Dio, ossia “tornare alla verità di noi stessi rinunciando a
farci misura di tutto, per riconoscere che Lui soltanto è la
misura che non passa, l’áncora che dà fondamento, la ragione
ultima per vivere, amare, morire. Vuol dire guardare le cose
dall’alto, vedere il tutto prima della parte, partire dalla
sorgente per comprendere il flusso del fiume”.
“Rispetto alle acque basse in cui sembra stagnare oggi la
vita civile, sociale, ecclesiale e politica del nostro Paese e
del nostro territorio – ha osservato ancora mons. Boccardo –
ripartire da Dio significa trovare senso, slancio, motivazione
per non accontentarsi di ‘passioni tristi’, significa
riconoscere di essere nati per osare di più, per andare oltre i
limiti delle nostre comodità e dei nostri piccoli traguardi, per
ricercare e costruire il bene, la verità e la pace sempre e
comunque”.
“Dobbiamo umilmente riconoscere – ha affermato ancora, fra
l’altro l’arcivescovo – che i meccanismi perversi del tempo che
viviamo ci stanno conducendo, quasi inavvertitamente, a
rimuovere dal nostro universo l’idea del limite e della
fragilità, nonostante che la ancora recente pandemia e la
funesta follia delle guerre non cessino di riproporcelo in modo
prepotente e tragico. E dunque pensiamo di poter vivere senza
affrontare le questioni fondamentali del perché della vita e
della morte, del senso della sofferenza e della capacità di
sopportarla, della gioia per la quale l’uomo è fatto, della sua
sete di infinito e di bellezza, della sua libertà che va sempre
coniugata con la responsabilità”.
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Fonte Ansa.it