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Bandecchi, riforme non siano arma di distrazione di massa

“La necessità di modificare la
nostra preziosa Costituzione nella parte riguardante il
funzionamento dello Stato e, per altro verso, le autonomie, è un
punto di discussione aperto ormai da anni che puntualmente viene
utilizzato quando c’è necessità di coprire problemi
dell’esecutivo o incapacità a realizzare le mirabolanti promesse
fatte in campagna elettorale”: lo sostiene il coordinatore
nazionale di Alternativa popolare e sindaco di Terni, Stefano
Bandecchi. “Anche questa volta – prosegue in una nota –
l’impressione è quella: una campagna di distrazione di massa
rispetto alle mille promesse non mantenibili”.
    “Siamo in piena crisi finanziaria – sostiene Bandecchi -, le
persone non arrivano alla terza settimana del mese, i poveri
aumentano in modo preoccupante, le aziende chiudono, i
disoccupati non hanno più sostegni, l’immigrazione è fuori
controllo: di questo dovrebbe parlare il governo oggi, del
perché non risolve nessuno dei reali problemi della gente, e non
di riforme”. Secondo il coordinatore di Alternativa popolare la
riforma di cui si parla in questi giorni “è la stessa che ha
visto fallire referendum e carriere politiche senza dare alcun
risultato”. “Questo è avvenuto – ha aggiunto – perché le diverse
coalizioni che hanno guidato i precedenti esecutivi hanno
proceduto a colpi di maggioranza, senza dialogare e mediare con
le opposizioni, facendo della riforma una bandierina da imporre
con forza e non attraverso la condivisione. Riteniamo questo sia
un metodo sbagliato che, se sarà seguito anche questa volta,
offrirà il medesimo risultato di sempre: fallimento della
riforma e fine della carriera politica di chi se la intesta.
    Suggeriamo, pertanto, alla presidente Meloni di aprire il
dibattito sulla riforma a tutte le forze politiche e avviare un
confronto costruttivo che – conclude Bandecchi – possa
consentire di unire il Paese, di ammodernare il sistema e di
garantire maggiore governabilità, evitando lo stesso errore di
personalizzazione dei suoi predecessori”.
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Fonte Ansa.it

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