
“In attesa della notifica del ricorso, anticipiamo l’intenzione di costituirci nel giudizio di fronte alla Corte costituzionale. La legge regionale 11/2023, pertanto, entrerà comunque in vigore dal primo novembre, come dalla stessa previsto, e sarà applicata nella sua interezza in quanto il ricorso governativo non ha un effetto sospensivo sulla disposizione impugnata”. Così il presidente della Regione, Renzo Testolin, e l’assessore al Turismo, Giulio Grosjacques, dopo che il Consiglio dei ministri ha impugnato la recente legge regionale in materia di locazioni brevi a fini turistici.
Il ricorso del governo si riferisce al punto (articolo 4, comma 1, lettera f, della legge regionale 11 del 18 luglio 2023) in cui per la sola locazione turistica di camere in unità abitative destinate a ‘prima casa’, si individua un limite di 180 giorni all’anno. Secondo il Consiglio dei ministri, questa disposizione, nel limitare la facoltà di godimento del proprietario dell’immobile e, quindi, intervenendo in materia di diritto civile, ambito che la Costituzione (art. 117, secondo comma, lettera l) riserva alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, eccede dalla competenza legislativa primaria in materia di urbanistica e turismo che lo Statuto speciale di autonomia prevede per la Valle d’Aosta.
“Riteniamo – dicono Testolin e Grosjacques – che la limitazione dei 180 giorni all’anno per la locazione turistica nella ‘prima casa’ sia il parametro oggettivo che consente di salvaguardare il principio urbanistico del nostro ordinamento secondo cui l’uso prevalente di un’unità abitativa non configura il suo mutamento di destinazione, che comporterebbe un abuso edilizio, con tutte le conseguenze del caso, ricordando che le ‘prime case’, proprio perché destinate alla residenza principale, beneficiano di agevolazioni fiscali e finanziarie significative”.
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