
“In quattro settori economici su
sette, si guarda con ottimismo agli sviluppi economici generali.
È, però, altrettanto tangibile fra i lavoratori la
preoccupazione, sia attuale che in prospettiva, di faticare a
far quadrare i conti a fine mese, facendo fronte col proprio
stipendio al carovita e a tutte le spese maggiorate e
impreviste”. Lo afferma il direttore dell’Ipl-Istituto
promozione lavoratori, Stefan Perini, sulla base dei dati del
focus settoriale del “Barometro Ipl” dedicato alla percezione
delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti altoatesini
appartenenti ai vari settori economici.
“L’inflazione rallenta e questo significa che i prezzi
crescono a un ritmo meno sostenuto, ma sono comunque in aumento
in misura insolitamente elevata – sottolinea l’Ipl – I tassi
d’interesse hanno subito progressivi rialzi a seguito delle
decisioni delle banche centrali che hanno attuato prolungate
manovre restrittive, determinando esborsi crescenti per prestiti
e mutui”.
In mancanza di aggiustamenti significativi sui salari –
prosegue l’analisi – lavoratori e famiglie si dichiarano in
difficoltà. Gli indicatori del secondo trimestre del 2023,
relativi alla condizione economica dei lavoratori e delle loro
famiglie, sono espliciti”. Nell’edilizia l’indicatore relativo
alla capacità di risparmio raggiunge meno 20 punti indice,
mentre commercio e manifatturiero segnano rispettivamente meno
13 e meno 12 punti. Anche far semplicemente quadrare i conti a
fine mese, spiega l’Ipl, non è semplice: “I più in difficoltà in
questo caso sono i lavoratori del settore manifatturiero (meno
15 punti), seguiti da chi lavora nei servizi (meno 14) e
nell’edilizia (meno 13). “Il settore alberghiero e quello
pubblico segnano invece situazioni meno gravi, seppure comunque
problematiche se confrontate con i risultati degli anni
pre-pandemia”, conclude l’Ipl.
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Fonte Ansa.it