
(ANSA) – TRENTO, 09 LUG – Questa mattina a Trento le forze
dell’ordine hanno sgomberato l’edificio ‘le Fornaci’ di via
Brennero, zona interessata dal cantiere del bypass ferroviario e
presidiata costantemente, negli ultimi tre mesi, dai No Tav.
Circa 60 gli agenti di polizia intervenuti verso le 5 del
mattino. Subito dopo un gruppo di attivisti si è radunato per
manifestare nuovamente il proprio dissenso all’opera e alle
recenti operazioni che hanno smobilitato il presidio, facendo
resistenza passiva alle forze dell’ordine. Nel frattempo sono
stati posati dei blocchi in cemento ed una recinzione per
impedire l’accesso al cantiere.
Sul tema è intervenuto con una nota anche l’onorevole Marco
Rizzo, di Democrazia Sovrana Popolare, candidato presidente alla
Provincia di Trento alle elezioni di ottobre. “A 45 anni dalla
sua chiusura, grazie alle politiche servili della giunta
comunale (centro-sinistra) e di quella provinciale
(centro-destra) di Trento, la Sloi torna a terrorizzare la
città: Rete Ferroviaria Italiana e Italferr, entrambe società
appartenenti al gruppo Ferrovie dello Stato, mediante appalto
affidato al Consorzio Tridentum (capitanato dalla
multinazionale Webuild), hanno deliberato la realizzazione di un
passante ferroviario per il trasporto delle merci ad alta
capacità/velocità su rotaia, opera pubblica completamente
inutile, costosissima e molto pericolosa per la collettività”,
ricorda Rizzo. “Il nefasto progetto prevede che la linea a due
canne entri nel monte Marzola in località Acquaviva di
Mattarello, trafori la montagna per dieci chilometri, esca in
pieno centro città, nel quartiere di San Martino, e transiti
dentro i terreni avvelenati della Sloi. Insomma tanti danni e
rischi per la popolazione, profitto e vantaggi per l’élite.
Questo è il senso dell’operazione repressiva di stamani che
riteniamo sbagliata e contro gli interessi del popolo del
Trentino”, conclude Rizzo. (ANSA).
Fonte Ansa.it