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Interporto di Trieste chiude il 2022 in crescita

(ANSA) – TRIESTE, 28 GIU – Gli azionisti dell’Interporto di
Trieste SpA hanno approvato il bilancio d’esercizio 2022 che si
è chiuso con un utile di 369mila euro e un valore della
produzione di 9,2 milioni. Si tratta di valori in crescita
rispetto all’anno precedente e che sono il miglior risultato di
sempre della società. Gli azionisti hanno deliberato un aumento
di capitale di 6 milioni per l’ulteriore sviluppo
dell’intermodalità, il miglioramento delle infrastrutture
logistiche e dei servizi offerti alle imprese.
    All’Interporto sottolineano il bilancio positivo “nonostante
gli effetti negativi della guerra in Ucraina e il protrarsi,
soprattutto nella prima parte dell’anno, dell’impatto del
Covid-19 sulla catena logistica mondiale”.
    Il risultato d’esercizio è stato ottenuto movimentando
361mila tonnellate di merce (+ 6,7% rispetto al 2021); 6.358
containers, 8.270 unità intermodali, per complessivi 28.572 TEU;
366 treni intermodali e general cargo allestiti (349 nel 2021).
    Al contrario, il traffico dei mezzi pesanti (oltre 115 mila
passaggi) ha segnato un decremento del 18,9% rispetto
all’esercizio
precedente a causa del quasi azzeramento dei mezzi provenienti
dall’Ucraina e quello totale da Russia e Bielorussia.
    L’incremento delle attività della logistica è frutto del
forte incremento delle movimentazioni effettuate nella nuova
sede di FREEeste: per la prima volta dall’acquisizione
dell’area, nel 2017, le tonnellate movimentate nella sede di
Bagnoli (54% delle 360.795 tonn. complessive) hanno superato i
volumi di attività gestiti nel terminal di Fernetti. Nell’ambito
della logistica è stato rafforzato il rapporto e la
collaborazione commerciale con l’Interporto di Cervignano SpA
aumentando il volume dei traffici su ferro del terminal della
controllata.
    Inoltre, l’Interporto di Trieste ha realizzato nel 2022 oltre
16 milioni di Euro di investimenti finalizzati a miglioramento e
ammodernamento delle strutture esistenti e all’efficientamento e
alla sostenibilità dei flussi logistici.
    “L’Interporto di Trieste – sostiene il presidente Paolo
Privileggio – con la gestione di quasi un milione di metri
quadrati di strutture interportuali nelle sedi di Fernetti,
FREEeste e della controllata Interporto di Cervignano, sta
assumendo un ruolo sempre più centrale nella logistica regionale
e mira ad un ulteriore sviluppo del Punto Franco attraverso il
binomio industria-logistica come avvenuto con il recente
insediamento di BAT”. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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