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Genitori Alice,nostro genero pavido la lasciò sola

(ANSA) – GENOVA, 23 GIU – “Nostro genero Gianluca è un
pavido. La verità è che quella sera ha lasciato andare Alice da
sola, al buio, senza nemmeno guardarla dalla finestra. L’ha
fatta morire da sola”. Così Antonella Zarri e Graziano Scagni,
genitori della giovane mamma uccisa dall’altro figlio Alberto,
dopo la testimonianza del marito della ragazza, Gianluca
Calzona.
    “Se aveva così tanta paura – continuano i due – perché non ha
denunciato? Se ha ricevuto delle minacce, perché ha mandato
Alice? In realtà lui usava la povera Alice senza esporsi. Adesso
chi non ha fatto nulla punta il dito contro chi ha provato a
fare qualcosa? Se vuole dire che siamo responsabili per i 7
miliardi di persone che ha minacciato Alberto, saliamo sul banco
degli imputati, va bene. Ma deve salirci anche qualcun altro.
    Noi aspettiamo ancora delle risposte. Perché abbiamo chiesto
aiuto, come fanno le persone civili, ma non abbiamo avuto alcuna
risposta. E ora una risposta ce la devono ma la devono
soprattutto a quelle persone che stanno vivendo quello che
abbiamo vissuto noi”.
    All’udienza di oggi sono stati sentiti anche gli agenti che
intervennero il 23 e il 30 aprile in casa della nonna: nel primo
caso perché le era stata bloccata la serratura e nel secondo per
l’incendio della porta. “La nonna sospettava del nipote – ha
detto l’agente Giovanni Dente – ma non lo aveva visto con i suoi
occhi. Chiamammo la madre del ragazzo e ci disse che era seguito
dalla Salute mentale. Anche la nonna ci disse che aveva problemi
mentali. La madre non ci sembrò preoccupata. Ci disse che
avevano una casa in montagna dove si sarebbero trasferiti”.
    E’ stata poi la volta dell’amministratrice di condominio,
Laura Arsì. La donna ha spiegato che Alberto le mandava anche 14
mail al giorno per lamentarsi di presunti rumori e fastidi dei
vicini. “Ma in realtà erano i condomini esasperati dal suo
comportamento – ha detto -. Io avevo suggerito di fare un
esposto. Una condomina mi disse di chiamare la polizia locale e
la Asl” (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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