
(ANSA) – FIRENZE, 14 GIU – Apre domani la nuova mostra Gucci
Visions al Gucci Garden di Firenze, in piazza della Signoria:
offre una visione completa dei 102 anni di storia della maison
attraverso un omaggio ai modelli emblematici, agli elementi
iconici, al talento dei direttori creativi che si sono succeduti
alla guida del brand e ai maestri artigiani che hanno realizzato
le varie creazioni. L’itinerario della mostra si apre con una
cronologia illustrata sulle scale che portano poi a otto sale
tematiche. C’è quella Metaverse, con una poltrona da gaming di
ultima generazione che mostra le iniziative della maison in
questo ambito: Gucci town su Roblox, Gucci Vault Land in The
Sandbox e Otherside Relics by Gucci, realizzato in
collaborazione con Yuga Labs. C’è poi la sala Stars che celebra
il rapporto con le celebrities: dai primi incontri di Guccio
Gucci con l’alta società all’hotel Savoy di Londra, poi i look
per il jet set internazionale dagli anni ’50 fino a oggi: tra
specchi e schermi digitali spiccano nove abiti su misura creati
per star del cinema e della musica. Travel è sala dedicata alla
vocazione per il viaggio tipica della maison fin dal 1921 quando
Guccio Gucci la fondò iniziando a produrre articoli di
valigeria. La sala Icons è una vetrina per tre creazioni
leggendarie – Bamboo 1947, Horsebit 1955 e la Jackie 1961 -,
mentre nella sala Bamboo la maison celebra i quasi otto decenni
di questo solo modello. La sala Codes è un’esperienza immersiva
e caleidoscopica in cui i visitatori sono circondati dai motivi
e dagli emblemi della griffe: la lettera G con le sue numerose
varianti, dal monogramma all’incrocio GG, il morsetto equestre e
il nastro Web. Fashion invece è dedicata ai look scelti
dall’archivio situato a Firenze a Palazzo Settimanni, disposti
in modo da creare coppie di modelli in dialogo tra loro. Gli
abiti vanno dagli anni ’60 ai giorni nostri, e rivelano come i
direttori creativi si siano impegnati in ‘conversazioni’ avanti
e indietro nel tempo, come un completo in velluto rosso di
Alessandro Michele che riprende la versione di Tom Ford. Infine
la sala Flora esplora l’iconico motivo commissionato da Rodolfo
Gucci a Vittorio Accornero de Testa nel 1966. (ANSA).
Fonte Ansa.it