
(ANSA) – ANCONA, 12 MAG – Nel 2022 attività produttiva
dell’industria manifatturiera in crescita del 2,1% nelle Marche,
superiore al dato nazionale (0,0%). Emerge dai risultati dalla
30/a edizione del Rapporto sull’industria marchigiana presentato
ad Ancona, su iniziativa di Confindustria Marche e Intesa
Sanpaolo, con la partecipazione di Sace e il sostegno di
Deloitte. Nell’evento sul tema “Scenari geoeconomici: tra
incertezze presenti e prospettive future”, il Rapporto è stato
presentato dal professor Marco Cucculelli (Università
politecnica delle Marche). Ad aprire i lavori Roberto Cardinali
(presidente Confindustria Marche), Alessandra Florio (direttrice
Regionale Emilia-Romagna e Marche Intesa Sanpaolo).
Uno dei capitoli del Rapporto riguarda le spese per
investimenti delle imprese aumentata dell’11,1% (+5,3% nel
2021). In virtù il clima d’incertezza, per la prosecuzione della
guerra in Ucraina che influenza gli scambi, nel 2023 sono
orientate verso una leggera flessione (-0,5%), “che potrebbe
volgere in positivo solo se il quadro geopolitico internazionale
migliorerà significativamente”.
Per la produzione, le variazioni superiori alla media Italia
per Calzature (+6,2%), Tessile Abbigliamento (+5,8%); più lieve
la crescita per Legno e Mobile (+1,8%). In flessione
l’Alimentare (-0,5%). Le vendite sono aumentate del 3,3%. Sul
mercato interno +2,1 di vendite (Calzature +8,5%, Gomma e
Plastica +6%, Tessile-Abbigliamento +5,7%); in calo Alimentare
(-1,5%) e Meccanica (-4,3%). L’export manifatturiero segna un
+4,8%: Calzature (+18,4%), Tessile-Abbigliamento (+14,8%);
Alimentare (+5,9%), Meccanica (+2,8%); Gomma e Plastica (-2%).
Sul totale di esportazioni, quindi anche al di fuori della
Manifattura, secondo l’Istat, le Marche sono cresciute di più
delle altre regioni (+82%). Il dato, però, depurato dalle
maggiori vendite di prodotti farmaceutici (+481%), è in linea
con la media Italia e pari al +19,8%. Il peso dell’export
marchigiano sul totale nazionale è salito dal 2,4% al 3,7%.
(ANSA).
Fonte Ansa.it