
(ANSA) – GENOVA, 08 MAG – La Liguria ha reso uniforme su
tutta la regione l’utilizzo di tamponi e mascherine nelle
strutture sanitarie dopo la dichiarazione di fine emergenza da
parte dell’OMS e l’ordinanza del ministro Schillaci. L’obbligo
di mascherina rimane per lavoratori, utenti e visitatori nelle
strutture sanitarie all’interno dei reparti che ospitano
pazienti fragili, anziani o immunodepressi mentre viene
raccomandato all’interno degli altri reparti sanitari. L’obbligo
di indossare le mascherine si estende anche ai lavoratori,
utenti e visitatori delle strutture sociosanitarie e
socioassistenziali. Cambiano anche le regole per i tamponi che
verranno effettuati in pazienti con sintomi compatibili con
diagnosi di Covid.
“Quello di cui siamo orgogliosi è che siamo la prima regione
che regolamenta in modo uniforme le pratiche Covid dopo la
chiusura della pandemia da parte dell’Oms e quindi comportamenti
e atteggiamenti coerenti in tutti i nostri pronto soccorso dove
la tamponatura per il Covid avviene solamente in casi specifici
– ha sottolineato il presidente della Regione Giovanni Toti -.
Dopo essere stati protagonisti durante il periodo della pandemia
con i monoclonali, di cui siamo stati i principali utilizzatori
in Italia, e nella campagna vaccinale con il nostro ‘prenota
vaccino’ sistema d’eccellenza, diventato poi ispirazione di quel
prenoto salute che oggi sta lavorando per ridurre le liste
d’attesa, adesso facciamo un ulteriore passo”.
“Era ora che si potesse parlare di fine pandemia – ha
aggiunto l’assessore alla sanità regionale Gratarola- perché
abbiamo cominciato tre anni fa e abbiamo lavorato direi bene,
nel senso che tutto il servizio sanitario e tutto quello che
doveva essere messo in atto è stato messo in atto. Certamente
non senza difficoltà e con numeri molto importanti. La regione
Liguria è stata tra le regioni che maggiormente è stata colpita
da questa pandemia. Certamente gli ospedali hanno pagato un
pegno enorme che è stato quello che per due, tre anni non hanno
potuto svolgere le attività che sono consone di queste
strutture. Questo significa non un liberi tutti, ma un ritorno
progressivo alla normalità, sempre con un occhio alla sicurezza
pazienti fragili”. (ANSA).
Fonte Ansa.it