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Legambiente, fauna ittica è indicatore stato ecologico

Legambiente Umbria, attraverso il proprio gruppo di lavoro impegnato in Valnerina nella gestione degli ecosistemi acquatici costituito da ambientalisti della prima ora e da pescatori di lungo corso, risponde ai consiglieri regionali della Lega, Manuela Puletti e Valerio Mancini che bollano inopportune e propagandistiche le proposte di salvaguardare le risorse ittiche e gli ecosistemi della Valnerina riducendo il prelievo. “Stupisce che i due consiglieri non sono a conoscenza del fatto che la fauna ittica è uno degli indicatori utilizzati per la classificazione dello stato ecologico dei corpi idrici fluviali”, sostiene il gruppo di gestione ecosistemi acquatici di Legambiente Umbria. “Invitiamo Manuela Puletti e Valerio Mancini ad andarsi a rileggere la legge regionale 15/2008 Norme per la tutela e lo sviluppo del patrimonio ittico regionale, la salvaguardia degli ecosistemi acquatici, l’esercizio della pesca professionale e sportiva e dell’acquacoltura – sostiene Legambiente in una nota -, che oltre a stabilire che la Regione riconosce negli ecosistemi acquatici e nella fauna acquatica una componente essenziale del patrimonio naturale regionale, prevede che le associazioni ambientaliste partecipino alla Commissione consultiva per la pesca sportiva e che quindi possono avanzare proposte alla Giunta regionale su iniziative, indagini e studi relativi alle materie disciplinate dalla legge. Tutti gli studi e i dati dell’Università di Perugia e della Regione Umbria dimostrano in modo inequivocabile che la Valnerina oltre ad essere uno scrigno di biodiversità è anche particolarmente importante per la conservazione della trota mediterranea, specie tutelata dalla Direttiva Habitat e a rischio critico di estinzione, con un trend negativo delle popolazioni”. “La pesca sportiva potrà avere un futuro – sottolinea il Gruppo di Gestione ecosistemi acquatici di Legambiente Umbria – soltanto se saprà misurarsi con la conservazione degli ecosistemi e la salvaguardia della fauna ittica. Il rispetto delle norme che vietano la reintroduzione di specie aliene, pratiche sportive più sostenibili come la pesca no kill e un prelievo ragionevole in relazione alle capacità produttive di un ambiente acquatico possono garantire il mantenimento dei cicli riproduttivi della fauna ittica e la possibilità di continuare a praticare la pesca sportiva. Purtroppo occorre constatare che certa politica fa spesso propaganda elettorale a dispetto di norme nazionali e europee invece di impegnarsi per gestire e valorizzare le aree protette regionali facendo coesistere in modo virtuoso la necessità di conservazione e tutela delle risorse ambientali, con lo sviluppo di attività economiche, sociali e ludico sportive”.

Fonte Ansa.it

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