
(ANSA) – CAGLIARI, 26 APR – Cgil nazionale in campo per le
vertenze industriali sarde, dalla Portovesme srl, con le
proteste delle ultime settimane nel sito di San Gavino, ad
Eurallumina. “Innanzitutto bisogna dare certezza alle persone –
ha detto Michele De Palma, segretario generale della Fiom oggi a
Cagliari per l’assemblea regionale dei metalmeccanici –
Portovesme srl è un sito di importanza strategica: è impensabile
che quelle produzioni, anche per la domanda sempre crescente,
cessino di esistere. La ripartenza degli impianti è la
condizione per parlare del futuro. Senza ripartenza degli
impianti parliamo di dismissione e non di transizione”.
Per il leader nazionale della Fiom., il problema
dell’industria in Sardegna è figlio di “una mancanza di scelte
nel passato. A cominciare dalla parte pubblica, ma sono mancati
– ha chiarito – anche gli investimenti dei principali soggetti
privati. Ora occorre una task force che coinvolga i sindacati:
bisogna stabilire quali sono le aziende strategicamente
rilevanti innanzitutto per la Sardegna, ma anche per l’intero
Paese. Puntando innanzitutto sull’occupazione. C’è bisogno di
uno strumento straordinario, anche dal Pnrr, per avviare una
fase di transizione e non di dismissione. E noi vogliamo
impedire la dismissione industriale in Sardegna”.
Lavoratori al primo posto. “Bisogna ripartire
dall’occupazione che già c’è per poter organizzare la
transizione del futuro. E per poterla governare – ribadisce De
Palma – è necessario confermare gli impianti che esistono,
puntando però anche su nuovi investimenti per nuove produzioni.
Ci sono degli obiettivi di carattere ecologico che consentono di
creare nuova occupazione. I pannelli fotovoltaici e le pale
eoliche, per esempio, necessitano di lavoratori per la loro
produzione, ma penso anche alla produzione di batterie”. (ANSA).
Fonte Ansa.it