
(ANSA) – GENOVA, 24 APR – Parte dalla Liguria l’app mi@Salute
dedicata a tutti i cittadini italiani che intendono consultare
la propria storia clinica anche attraverso i dati del Fascicolo
Sanitario Elettronico. La piattaforma innovativa è stata
presentata durante la cerimonia di consegna di tablet con
applicazione dedicata in favore dei degenti del Policlinico
S.Martino di Genova. L’iniziativa, che rientra nel programma
dell’anno europeo delle competenze, è stata promossa dalla
Fondazione Aidr – Italian Digital Revolution in collaborazione
con Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie Infettive del
S.Martino, alla presenza del governatore Giovanni Toti,
dell’assessore alla Sanità Angelo Gratarola, dell’amministratore
unico di Liguria Digitale Enrico Castanini, del dg del
Policlinico Marco Damonte Prioli e di Mauro Nicastri, presidente
Fondazione Aidr, e Andrea Bisciglia, cardiologo San Filippo Neri
di Roma e responsabile dell’Osservatorio Sanità Digitale
Fondazione Aidr. “Regione Liguria – ha sottolineato Toti – ha
accolto con molto interesse la proposta presentata oggi dalla
Fondazione Aidr. Portare i dati sanitari dei pazienti nel modo
più veloce e fruibile è uno degli obiettivi che dobbiamo
raggiungere per consentire quella snellezza che ci può aiutare
anche ad abbattere le liste d’attesa che si sono create a causa
del Covid”.
“Si tratta – ha detto Bassetti – di un passo in avanti
fondamentale in direzione della interoperabilità del fascicolo
sanitario elettronico a tutela del cittadino, che potrà
condividere con i medici la sua storia clinica e al contempo
aiuterebbe i medici nella semplificazione e maggior
appropriatezza di cure”. La parola d’ordine, secondo Gratarola “è semplificazione e sicuramente l’informatica, attraverso
strumenti facili come i tablet, consente al cittadino di poter
condividere velocemente notizie sanitarie evitando inutili
percorsi aggiuntivi, esami clinici e strumentali che altro non
fanno che appesantire il sistema. Questo è il presente e sarà
certamente il futuro con l’opportunità quindi, anche da remoto,
di poter condividere dati sanitari con il medico senza doversi
recare fisicamente in studio”. (ANSA).
Fonte Ansa.it