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Strage bus: dopo due anni chiusa istruttoria processo d’Appello

(ANSA) – NAPOLI, 10 MAR – Si è chiusa ieri, dopo oltre due
anni, l’istruttoria del processo di secondo grado (iniziato il 7
gennaio 2021) sull’incidente stradale avvenuto sull’A16 dove, la
sera del 28 luglio 2013, all’altezza di Monteforte Irpino, in
provincia di Avellino, si verificò una strage: un bus precipitò
dal viadotto Acqualonga provocando quaranta morti.
    Tra le cause, secondo quanto emerso durante il processo di
primo grado, figura anche l’impianto frenante malfunzionante a
causa dei danni arrecati da alcune parti della trasmissione del
bus separatesi per la rottura di alcuni perni di serraggio. Una
novità è emersa durante le fasi del processo di secondo grado e
cioè che quei perni si sarebbero potuti rompere a causa dello
scorretto serraggio praticato senza l’utilizzo di una speciale
chiave, chiamata dinamometrica. Una ipotesi avanzata dalla
difesa di Gennaro Lametta, l’avvocato Sergio Pisani che ha anche
presentato come prova difensiva la registrazione di una
conversazione.
    La circostanza ha spinto i giudici a chiamare a testimoniare
anche un meccanico, collaboratore del titolare dell’officina
dove venne eseguito l’intervento alla trasmissione, il quale
riferì anche che il bus rimase tre giorni in quell’officina, per
gli interventi di manutenzione.
    Prossima tappa del processo sarà la requisitoria del
sostituto procuratore generale, che è stata fissata per il 20
aprile prossimo, nell’aula bunker del carcere napoletano di
Poggioreale. (ANSA).
   

Fonte Ansa.it

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