
(ANSA) – ORISTANO, 08 MAR – La Asl di Oristano lancia un
nuovo progetto per rispondere alla carenza di medici di medicina
generale: gli Ambulatori straordinari di comunità territoriali
(Ascot).
Gli ambulatori, operativi dal lunedì al venerdì, dalle 8.30
alle 13.30 ed eventualmente nel pomeriggio secondo un monte
orario modulato sulle effettive esigenze del territorio e sul
numero di pazienti che necessitano dell’assistenza, saranno
situati in locali già attrezzati nei comuni attualmente privi
della presenza di un medico di base e vedranno operativo uno o
più medici sulla scorta delle disponibilità ottenute. Le sedi
individuate per gli ambulatori – che potranno essere modificate
a seconda delle esigenze – sono Simaxis, Samugheo, Tramatza, San
Vero Milis, Nurachi, Busachi, Ardauli, Seneghe, Uras e Marrubiu,
a cui faranno riferimento i cittadini senza medico di famiglia
che appartengono al rispettivo ambito territoriale.
“Si tratta – spiega il direttore generale della Asl 5 Angelo
Serusi – di un progetto pilota presentato dal responsabile
dell’ufficio per l’integrazione ospedale-territorio Alessandro
Baccoli e mirato a garantire l’assistenza sanitaria di base a
tutti quei cittadini della nostra provincia che ne sono rimasti
privi a seguito del pensionamento o del trasferimento del
proprio medico curante e che non è stato possibile sostituire
per via di un numero insufficiente di nuovi colleghi disponibili
al subentro”. Attualmente sono 49 le sedi carenti (cioè i medici
di famiglia mancanti) in provincia di Oristano.
A presidiarli saranno i medici di medicina generale e i
medici di continuità assistenziale (guardia medica) in servizio
che aderiranno al progetto su base volontaria, attraverso la
partecipazione al bando pubblicato sul sito della Asl 5
Oristano. In subordine, potranno operarvi anche i medici
dipendenti del servizio sanitario e, se questi non dovessero
essere sufficienti, tutti quelli iscritti all’albo
professionale, sempre inviando la propria candidatura attraverso
il bando pubblicato dalla Asl 5.
“Il servizio erogherà tutte le prestazioni che vengono di
consueto effettuate dai medici di famiglia – afferma il
direttore sanitario della Asl 5 Antonio Maria Pinna –
prescrizioni mediche, visite urgenti e non urgenti, rinnovo di
piani terapeutici, raccolta dei fabbisogni domiciliari
(inserimento in Adi, attività domiciliari programmate,
prestazioni integrative programmate), certificati di malattia e
ogni altro compito riconosciuto dagli accordi collettivi
nazionali. Essendo uno strumento varato per dare una risposta
urgente ai cittadini rimasti senza medico di famiglia, gli Ascot
cesseranno la loro attività quando la carenza di medici nello
specifico ambito territoriale risulti superata con la nomina di
uno o più medici titolari o provvisori”. (ANSA).
Fonte Ansa.it