
(ANSA) – BOLZANO, 06 MAR – Preoccupa l’Adige, dopo un 2022
che ha visto la portata del fiume ai minimi storici secondo solo
al 2005, anche il 2023 si preannuncia come un anno
potenzialmente molto critico. “Per rendere l’idea nel mese di
febbraio abbiamo avuto una portata del 35% circa al di sotto di
quella media di lungo periodo”, spiega Roberto Dinale, direttore
dell’Ufficio Idrologia della Provincia di Bolzano.
Anche l’anno scorso, che era caratterizzato da poca acqua, la
portata è stata leggermente maggiore in questo mese. “Quindi da
un lato abbiamo un deficit di portata che portiamo dietro
dall’anno passato. La poca neve di quest’anno e le scarse
precipitazioni del periodo fanno si che quest’anno sia
potenzialmente molto più grave. La scarsità idrica si sente
soprattutto nel momento in cui aumenta la domanda di acqua,
quindi adesso che siamo ancora in inverno la situazione è ancora
gestibile per certi versi”, aggiunge Dinale. Eventuali criticità
si manifesteranno a partire da metà marzo quando aumenterà la
domanda d’acqua soprattutto da parte dell’agricoltura e, se le
portate non aumenteranno e quindi non pioverà, la situazione
porterà a dei deficit di disponibilità della risorsa.
“La disponibilità d’acqua potabile – tranquillizza – viene
sempre garantita e non è un problema di base perché è molto
minore la richiesta di acqua potabile rispetto alla richiesta di
altri comparti come quello agricolo piuttosto che industriale o
idroelettrico”. Quindi la disponibilità di acqua potabile “è
tutelata, mentre le criticità poi cadranno sugli altri comparti
a partire dall’agricoltura per continuare con la produzione
idroelettrica”, mette in guardia il direttore dell’Ufficio
Idrologia. (ANSA).
Fonte Ansa.it