
(ANSA) – PORTOSCUSO, 01 MAR – Hanno gli abiti da lavoro
pesanti, coperte, sacchi a pelo e tende, ma l’umidità riesce a
passare comunque nella sezione della ciminiera dell’impianto Kss
per la raffinazione del piombo della Portovesme srl. I quattro
operai, che da ieri sono asserragliati a 100 metri di altezza,
si preparano a trascorrere la seconda notte all’addiaccio.
I quattro non intendono mollare la presa per tenere alta
l’attenzione sul tema del costo dell’energia salito alle stelle
per l’azienda che ha deciso di fermare alcuni impianti, siglando
con i sindacati un’intesa per la cassa integrazione a rotazione
– che parte da oggi – per i 550 dipendenti.
“Dopo una lunga e approfondita valutazione della situazione
di crisi, dopo aver sentito le segreterie di categoria e la Rsu
di fabbrica, visti gli innumerevoli incontri registrati negli
ultimi 15 mesi che non hanno portato a nessun risultato
tangibile, abbiamo deciso di continuare la lotta ed assistere
alla riunione di venerdì convocata dal ministero dall’interno
della ciminiera. Ci riserveremo di fare nuove valutazioni a
seguito dell’esito della riunione stessa – dicono i lavoratori –
La lotta per l’energia e per il lavoro continua”.
Domani sarà la vigilia dell’incontro a Roma, convocato al
ministero delle Imprese e del Made in Italy dopo la notizia
della protesta degli operai del Sulcis. E saranno proprio gli
esiti di quel tavolo a determinare la fine o meno della
clamorosa iniziativa iniziativa e imprimere una svolta
all’intera vertenza.
Oggi, oltre alla visita del neo segretario Pd della
Sardegna Piero Comandini, i lavoratori hanno ricevuto la
solidarietà dei sindaci del territorio, preoccupati per gli
effetti occupazionali ed economici per un nuovo rallentamento
produttivo. (ANSA).
Fonte Ansa.it