
(ANSA) – ISERNIA, 01 MAR – La Corte di Cassazione ha accolto
il ricorso presentato dall’ex-consigliere regionale Antonio
Tedeschi (Popolari): doveva restare in Consiglio regionale. La
vicenda: Tedeschi entra nell’assise nel 2018, grazie
all’istituto della surroga che consentiva a primi dei non eletti
di sedere tra gli scranni di Palazzo D’Aimmo, al posto dei
consiglieri nominati assessori. Ma, nel 2020, il Consiglio
regionale vota per una modifica alla legge elettorale, abolendo
l’istituto della surroga e Tedeschi, con altri tre consiglieri
(Massimiliano Scarabeo, Paola Matteo e Nico Romagnuolo), deve
lasciare l’assise regionale.
Da qui la decisione di iniziare una battaglia legale, passata
per tre gradi di giudizio: “La Cassazione, con sentenza
immediatamente esecutiva, ha stabilito che devo essere
reintegrato perché le modifiche alla legge elettorale avrebbero
dovuto avere effetto dalla legislatura successiva. Ero e sono un
consigliere regionale – ha detto all’ANSA Tedeschi -. Sono stati
tre anni di sofferenze legali e morali, perché ho ricevuto un
torto non solo io, ma soprattutto i miei elettori”.
Poi ha ricordato la sua attività politica in Consiglio: “Stavo
portando avanti un accordo di confine con la Campania per
riaprire l’Ospedale di Venafro (Isernia). C’era la firma del
direttore generale dalla Campania, Postiglione, e a quel punto
ci fu un’accelerata per cacciarmi. Poi l’altro progetto che è
rimasto in sospeso è quello della residenza attiva, con progetti
da mille parti del mondo. Sono davvero rammaricato – ha
commentato – nessuno mi ridarà i tre anni persi, ma abbiamo
avuto giustizia”. (ANSA).
Fonte Ansa.it